24 marzo 2010 / 15:46 / tra 7 anni

Nella rete del crimine informatico globale

<p>Dave DeWalt, amministratore delegato e presidente di McAfee, in foto d'archivio. REUTERS/Mike Segar</p>

BOSTON (Reuters) - Centinaia di patiti di computer, la maggior parte dei quali studenti che si devono pagare il college, si sono radunati nei tre piani di un edificio di uffici in una zona industriale della capitale dell‘Ucraina, Kiev, sfornendo codici a un ritmo frenetico. Stavano creando alcuni dei virus informatici più dannosi e remunerativi del mondo.

Secondo documenti del tribunale, ex dipendenti e investigatori, c‘era una receptionist ad accogliere i visitatori all‘ingresso dell‘azienda, conosciuta come Innovative Marketing Ukraine. Cavi per le comunicazioni scorrevano sul pavimento e c‘era una macchina per il caffè su una scrivania.

Quando gli affari sono cresciuti vertiginosamente, l‘azienda ha aggiunto un dipartimento risorse umane, ha ingaggiato uno staff It e ha costituito un call center per dissuadere le sue vittime dal chiedere risarcimenti delle loro carte di credito. I dipendenti erano coinvolti in feste e picnic con gare e giochi. Chi aveva le prestazioni migliori veniva premiato con un bonus mentre i giovani coinvolti chiudevano un occhio sui danni provocati.

“Quando hai vent‘anni non pensi molto all‘etica”, ha detto Maxim, ex programmatore di Innovative Marketing che ora lavora per una banca di Kiev e ha chiesto di citare solo il suo nome in questo articolo. “Avevo un buono stipendio e sapevo che la maggior parte dei dipendenti guadagnava piuttosto bene”.

In una delle rare vittorie contro il crimine informatico, l‘azienda è stata chiusa lo scorso anno dopo che la Federal Trade Commission americana ha intentato una causa chiedendo che venisse giudicata da un tribunale federale americano.

Un esame della denuncia presentata dalla Ftc e dei documenti della controversia tra dirigenti della Innovative offrono un raro sguardo su un angolo buio, in crescita e altamente redditizio di Internet.

Innovative Marketing Ucraina, o Imu, era al centro di un complesso impero sotterraneo di società che si estendeva dall‘Europa dell‘Est al Bahrein; dall‘India a Singapore agli Usa.

Un ricercatore del produttore di software anti-virus McAfee Inc che ha passato mesi a studiare le operazioni della società stima che quella attività abbia generato profitti per 180 milioni di dollari nel 2008, vendendo programmi in almeno due dozzine di Paesi.

“Trasformavano macchine compromesse in contanti”, ha detto il ricercatore, Dirk Kollberg.

La società era specializzata nello sperimentare scareware, programmi che fingono di esaminare il computer e dicono poi all‘utente che la macchina è infetta. L‘obbiettivo è quello di convincere la vittima a cedere volontariamente informazioni sulla propria carta di credito, pagando da 50 a 80 dollari per “pulire” il proprio pc.

Scareware, conosciuti anche come rogueware o falsi software antivirus, sono diventati una delle frodi più diffuse e in rapida crescita.

Il produttore di software Panda Security stima che ogni mese circa 35 milioni di pc al mondo, il 3,5% di tutti i computer, vengano infettati da questi programmi malevoli, mettendo nelle mani dei criminali oltre 400 milioni di dollari l‘anno.

“Se si comprendono anche i costi che i consumatori devono sostenere per sostituire o riparare i computer, il totale dei danni è molto, molto più consistente”, afferma Ethan Arenson, avvocato della Federal Trade Commission che contribuisce a indirizzare gli sforzi dell‘agenzia per lottare contro il crimine informatico.

Gruppi come Innovative Marketing realizzano virus e raccolgono danaro ma lasciano ad hacker esterni il compito di distribuirli. Le macchine diventano praticamente impossibili da gestire. Gli scareware eliminano anche i legittimi software anti-virus, tra cui quelli di Symantec Corp, McAfee e Trend Micro Inc, lasciando i pc vulnerabili ad altre intrusioni.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below