Musica Gb, aumentano introiti settore digitale e diritti autore

lunedì 15 marzo 2010 12:13
 

LONDRA (Reuters) - Le etichette, i cantautori e i compositori britannici hanno incassato complessivamente 944,8 milioni di dollari nel 2009 con i diritti d'autore, in crescita del 2,6% rispetto all'anno precedente. Per la prima volta, poi, la crescita negli introiti digitali ha oscurato il calo nelle entrate derivanti da cd e dvd.

Ma Prs for Music, il gruppo che ha fornito i dati e che si occupa di coordinare e distribuire diritti d'autore per 65.000 tra etichette e musicisti, ha fatto sapere che è troppo presto per poter parlare di un punto di svolta per l'industria della musica.

Il settore, infatti, è stato costantemente in calo negli ultimi anni, per via della pirateria e del rapido declino dei supporti fisici come i cd, che hanno però posto le basi per la crescita degli introiti, legali, derivanti dal digitale.

"Il 2009 è stato il primo anno in cui le vendite legali sul digitale hanno compensato il calo degli introiti per cd e dvd, anche se rimaniamo cauti nell'interpretare questo come un punto di svolta", ha detto l'amministratore delegato di Prs for Music Robert Ashcroft.

"I prossimi dieci anni, però, promettono un'ulteriore crescita negli incassi provenienti dal mercato digitale legale, oltre ad un utilizzo della musica britannica anche oltreoceano".

Nonostante il balzo del 2009, il digitale rappresenta ancora solo una piccola parte del mercato musicale globale.

Lo scorso anno gli introiti online sono cresciuti del 73%, passando da 12,8 milioni di sterline a 30,4 milioni, mentre gli incassi provenienti da cd e dvd hanno fatto segnare un calo di 8,7 milioni di sterline.

La crescita complessiva del settore, invece, è dovuta in particolar modo all'esportazione della musica britannica all'estero, con un rialzo del 19% fino a quota 166,9 milioni di sterline.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
<p>Da sinistra, Eric Nicoli, ex AD di Emi, Damon Albarn, leader dei Blur e dei Gorillaz, e Steve Jobs, amministratore delegato di Apple. Foto d'archivio. REUTERS/Kieran Doherty</p>