Google: avanti colloqui con Cina, ma crescono segnali chiusura

lunedì 15 marzo 2010 12:09
 

di Melanie Lee e Chris Buckley

SHANGHAI/PECHINO (Reuters) - Google ha reso noto oggi che è ancora in impegnata in colloqui con il governo cinese sulla questione della censura imposta al suo portale web in lingua cinese, nonostante i segnali crescenti secondo cui la società potrebbe chiudere presto il sito.

Le relazioni tra il maggior motore di ricerca al mondo e la Cina sono in stallo da due mesi sulle restrizioni imposte a Internet e sulle denunce di Google di essere stata vittima di azioni di hacking, insieme ad altre società, partite dalla Cina.

La scorsa settimana l'amministratore delegato della società, Eric Schmidt, aveva detto che sperava di poter annunciare presto il risultato dei colloqui con le autorità cinesi sulla possibilità di ricerche Internet senza censura, in un Paese che conta 384 milioni di utenti del web.

Molti esperti hanno dubbi sulla reale intenzione del partito comunista cinese di arrivare a un compromesso sulla censura, e nel fine settimane il "Financial Times" ha scritto che i colloqui sono a una impasse e che Google è certa al "99,9%" di chiudere il sito cinese Google.cn.

"La nostra previsione resta sempre la stessa: una volta che Google ha annunciato che non accetta la censura, allora è quasi impossibile immaginare uno scenario in cui Google non agisca o il governo non accetti la posizione dell'azienda", ha detto a Reuters Mark Natkin, managing director di Marbridge Consulting, una società che ha sede a Pechino e che fornisce consulenza per i settori dell'Information technology e delle comunicazioni in Cina.

Un portavoce di Google, che preferisce restare anonimo, oggi ha detto che i colloqui con le autorità cinesi non sono terminati, ma ha aggiunto che l'azienda è risoluta, per quel che concerne la possibilità di accettare la censura: "Siamo stati chiari sul fatto che non autocensureremo più i nostri risultati di ricerca".

"Siamo impegnati in discussioni attive col governo cinese, ma non le commenteremo mentre sono in corso", ha aggiunto il portavoce.

Sulla stampa straniera e su quella cinese comunque si accumulano segnali sulla possibilità che Google ammetta presto che gli sforzi sono inutili e che di fronte a uno stallo l'azienda chiuda il sito.   Continua...

 
<p>15 marzo 2010. Quartier generale di Google a Pechino. REUTERS/Jason Lee</p>