Google, Antitrust allarga istruttoria a pubblicità

giovedì 11 marzo 2010 19:15
 

ROMA (Reuters) - L'Antitrust ha deciso di estendere l'istruttoria aperta in estate contro Google, per possibile abuso di posizione dominante, anche al sistema di raccolta pubblicitaria messo in piedi dal motore di ricerca americano.

Lo riferisce una nota dell'organismo di vigilanza.

Secondo l'Antitrust, "Google determinerebbe i corrispettivi degli spazi pubblicitari venduti attraverso la sua rete a sua assoluta discrezione e senza spiegare come vengono calcolati".

Sotto inchiesta, in particolare, è la rete AdSense, un programma di affiliazione attraverso il quale i proprietari di siti internet possono vendere spazi pubblicitari utilizzando Google come intermediario.

In base al contratto standard, si legge nella nota, gli utenti del programma AdSense "ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione; Google non assume alcun obbligo di comunicare come tale quota sia calcolata; i pagamenti sono calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google; Google può inoltre modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e/o dei pagamenti a sua esclusiva discrezione".

L'Antitrust conclude che le condizioni contrattuali fissate da Google non consentono agli editori di siti web affiliati di conoscere in maniera chiara, dettagliata e verificabile elementi rilevanti per la determinazione dei corrispettivi loro spettanti: "Ostacolando, ad esempio, la pianificazione dello sviluppo e del miglioramento dei propri siti web nonché l'apprezzamento della convenienza di eventuali altre offerte provenienti da intermediari concorrenti".

Il procedimento "è stato esteso alla società Google Ireland Limited", che svolge il ruolo di capogruppo nella raccolta pubblicitaria.

In agosto l'Antitrust ha aperto l'istruttoria contro Google Italia, estesa successivamente alla casa madre americana, per aver minacciato gli editori che lamentano l'uso improprio delle notizie prelevate dai siti web dal motore di ricerca, di ritorsioni. In particolare l'oscuramento dei siti al motore di ricerca.

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<p>La sede di Google a Zurigo. REUTERS/Christian Hartmann</p>