Da Italia ad Australia il cyberbullismo scuote Google e Facebook

martedì 9 marzo 2010 11:13
 

di Dan Whitcomb

LOS ANGELES (Reuters) - Internet è stata costruita sulla libertà d'espressione. La società vuole che quando si abusa di questa libertà qualcuno sia considerato responsabile. E le principali aziende di Internet come Google e Facebook si trovano ora imprigionate tra questi due ideali.

Anche se Google, Facebook ed altri loro rivali hanno goduto relativamente di una "porto franco" dall'essere perseguite per contenuti prodotti dagli utenti negli Usa e in Europa, hanno di fronte un pubblico che è sempre più propenso a considerarle responsabili si episodi di cyberbullismo ed altre violazioni online.

E' quanto accaduto con la condanna di tre dirigenti di Google da parte del tribunale di Milano, lo scorso 24 febbraio per un video di bullismo postato su YouTube, sentenza accolta con allarme dagli attivisti del web, che temono possa aprire le porte a questo tipo di persecuzioni ed alla fine a distruggere la stessa Internet.

Il giornalista Jeff Jarvis ha suggerito sul suo influente blog BuzzMachine che il tribunale italiano, che ha riconosciuto colpevoli i dirigenti di Google di aver violato la legge della privacy per un ragazzo autistico maltrattato nel video, significa essenzialmente richiedere ai siti web di controllare tutto quello che pubblicano.

"L'implicazione pratica di questo, naturalmente, è che nessuno consentirà a nessuno di inserire contenuti online perché il rischio sarà troppo grosso", ha scritto Jarvis. "Non vi lascerò pubblicare alcun post qui. Il mio Isp (Internet Service Provider) non mi lascerà postare nulla sui suoi servizi. E questo uccide Internet."

Un Chris Thompson apparentemente sconcertato, ha scritto su Slate, che semplicemente: "La mente vacilla di fronte a questo verdetto medievale".

Gli esperti legali sono stati più concreti, dicendo che il verdetto di Milano si rivelerà probabilmente una distorsione che non reggerà nemmeno al giudizio in appello in Italia, e che non rappresenterà un precedente per altri posti.

"POLIZIOTTI DI INTERNET"   Continua...

 
<p>Un utente fa ricerche su Google. REUTERS/Darren Staples (BRITAIN)</p>