Crescono i rifiuti elettronici, +500% in India entro il 2020

lunedì 22 febbraio 2010 13:16
 

NUSA DUA, Indonesia (Reuters) - Nelle nazioni in via di sviluppo i rifiuti di materiali elettronici aumenteranno sostanzialmente nel prossimo decennio, con la sola India che registrerà entro il 2020 un aumento del 500% rispetto ai livelli del 2007.

Lo dice un rapporto dell'Onu diffuso oggi.

La e-spazzatura, termine che considera telefoni, stampanti, televisioni, frigoriferi e altre strumentazioni, aumenta globalmente di circa 40 milioni di tonnellate l'anno. L'emissione delle tossine cresce quando i rifiuti sono bruciati impropriamente da soggetti non autorizzati, attratti spesso dalla presenza di componenti di valore come rame e oro.

Una relazione diffusa oggi a Bali dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Pnua) sostiene che entro il 2020 i rifiuti elettronici di Cina e Sudafrica saranno il 400% in più rispetto a quelli scartati nel 2007.

"Questo rapporto sottolinea l'urgenza di definire un processo ambizioso, formale e regolato per la raccolta e la gestione dei rifiuti elettronici grazie alla creazione in Cina di grandi ed efficienti complessi creati ad hoc", dice il direttore esecutivo del Pnua, Achim Steiner.

Il rapporto, a cui ha collaborato anche l'agenzia svizzera per l'ambiente, sostiene che gli Usa sono il maggior produttore di rifiuti elettronici al mondo, creando annualmente 3 milioni di tonnellate.

A breve distanza c'è la Cina, la cui produzione di 2,3 milioni di tonnellate è solo parte del monte rifiuti che il paese asiatico è tenuto a gestire, ricevendo molte delle strumentazioni elettroniche scartate dai paesi sviluppati.

Il rettore dell'università delle Nazioni Unite Konrad Osterwalder sostiene tuttavia che, se gestiti correttamente, i rifiuti elettronici possono rappresentare un'opportunità economica.

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<p>Discarica di computer nei pressi di Taiwan, foto d'archivio. REUTERS/Pichi Chuang</p>