Cina, Baidu supera previsioni, guadagna grazie a polemica Google

mercoledì 10 febbraio 2010 12:10
 

di Alexei Oreskovic e Melanie Lee

SAN FRANCISCO/SHANGHAI (Reuters) - Il numero uno cinese dei motori di ricerca Baidu ha diffuso previsioni di forte crescita e ha annunciato che trarrà beneficio dalla minaccia di Google di abbandonare il Paese.

Baidu, che controlla oltre il 60% del mercato delle ricerche web in Cina - che a sua volta è il maggiore mercato mondiale di Internet - è andata oltre le previsioni di guadagno dopo che l'avvio di un nuovo sistema di inserzioni pubblicitarie è andato meglio del previsto.

Le azioni di Baidu hanno guadagnato il 9% nell'after-hours statunitense, arrivando alla quotazione record di 473,58 dollari, estendendo il rally già provocato dalla minaccia di Google, a gennaio, di lasciare il mercato cinese in seguito agli attacchi da parte di hacker e ai timori per la censura.

"Se fossi un cliente Google, vorrei cominciare a cercare alternative per pianificare il mio bilancio pubblicitario 2010. Potrei voler limitare le mie puntate, nel caso in cui Google volesse davvero lasciare il paese", ha detto l'analista Elinor Leung della CLSA di Hong Kong.

Baidu ha registrato i suoi più forti risultati del quarto trimestre e ha fornito una robusta previsione trimestrale, suggerendo che il suo sistema di advertising Phoenix Nest non ha avuto effetti negativi sui ricavi.

Se Google uscisse dalla Cina, dicono gli analisti, Baidu sarebbe candidata a prendersi gran parte del 30% del mercato cinese oggi controllato dall'azienda Usa.

Se Google invece restasse, Baidu sarebbe in una posizione forte per strappare inserzionisti che cominciano a diffidare di Google.

"La situazione è a favore di Baidu. Sono la scelta ovvia o la sola scelta del momento", ha detto ancora Leung. "Gli ci è voluto anni per sviluppare Phoenix Nest. Non penso che altri piccoli motori di ricerca possano offrire una piattaforma paragonabile".   Continua...

 
<p>10 febbraio 2010. Logo di Baidu presso il quartier generale a Pechino. REUTERS/Jason Lee</p>