Kenya, assicurazione satellitare per mucche e cammelli

venerdì 22 gennaio 2010 11:28
 

OSLO (Reuters) - Gli allevatori di mucche e cammelli in Kenya da oggi possono ottenere un nuovo tipo di assicurazione contro la siccità, la prima di questo tipo in Africa con l'utilizzo dei satelliti per avere indicazioni sulle piogge.

Gli organizzatori del progetto sperano che circa 1.000 persone nel distretto di Marsabit firmino l'assicurazione nelle prossime settimane, dopo il lancio formale di oggi da parte del gruppo di microfinanza Equity Bank e dell'assicurazione africana Uap Insurance.

"Se avrà successo andremo in altre zone, nell'Africa occidentale e nell'Asia meridionale", ha spiegato a Reuters il capo progetto Andrew Mude dell'International Livestock Research Institute (Ilri).

In base al progetto pilota, gli allevatori di Marsabit saranno in grado di assicurare greggi -- di mucche, capre, pecore o cammelli -- contro la fame durante i periodi di siccità, la principale causa di morte del bestiame nelle regioni aride.

I pastori riceveranno pagamenti automatici per le perdite se le immagini satellitari della regione mostrano che la vegetazione si è seccata.

L'uso dei satelliti supera il tradizionale sistema, più costoso, in base al quale gli assicuratori controllano il rapporto sulle morti di bestiame prima di effettuare il pagamento e riduce il rischio che alcuni allevatori subiscano perdite più ampie del previste durante la siccità.

In base all'assicurazione, una famiglia a Lower Marsabit paga 3.900 scellini (circa 35 euro) all'anno per assicurare un gregge di 10 mucche del valore totale di 120.000 scellini (circa 1.100 euro).

L'assicurazione ha una franchigia del 15%. Così, se si stima che la siccità sia abbastanza grave da uccidere il 25% del bestiame, la famiglia avrà 12.000 scellini, che coprono il 10% del valore del gregge.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
<p>Bestiame a un pascolo a 50 km da Nairobi, capitale del Kenya. Foto d'archivio. REUTERS/Thomas Mukoya</p>