Accuse Usa su Internet, Cina: infondate, minano rapporti

venerdì 22 gennaio 2010 11:53
 

PECHINO (Reuters) - La Cina ha replicato oggi alle critiche Usa su libertà di Internet e intrusioni di hacker ammonendo che le relazioni fra i due colossi della scena globale sono stati danneggiati da una controversia che riguarda il gigante del web Google.

Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha sollevato una polemica con Pechino sulla politica informatica, dopo che Google, primo motore di ricerca al mondo, la settimana scorsa ha minacciato di ritirarsi dalla Cina dopo aver lamentato episodi di intrusione di hacker e di censura.

Clinton ha criticato le politiche informatiche di Cina e Iran, tra gli altri, chiedendo a Pechino di indagare su quanto denunciato da Google, primo motore di ricerca al mondo, a proposito di intrusioni di hacker e censura.

Il ministero degli Esteri cinese ha detto oggi che le critiche Usa possono avere conseguenze sui rapporti fra i due Paesi, che già risentono di dissensi su temi quali gli squilibri commerciali, le valute e la vendita di armi da parte degli Stati Uniti a Taiwan.

"Gli Stati Uniti hanno criticato le politiche della Cina nel gestire Internet, insinuando che la Cina limiti la libertà di Internet", ha detto il portavoce Ma Zhaoxu.

"Questo è il contrario dei fatti ed è dannoso per i rapporti Cina-Usa. Esortiamo gli Stati Uniti a rispettare i fatti e a smettere di usare la cosiddetta libertà di Internet per lanciare accuse infondate alla Cina", ha detto la portavoce in una dichiarazione pubblicata sul sito web del ministero.

Ma la portavoce ha anche detto che il suo governo non vuole che questa controversia prevalga sulla cooperazione con l'amministrazione Obama che ha cercato il sostegno di Pechino su questioni economiche e diplomatiche, come Iran e Corea del Nord. E ieri anche il viceministro degli Esteri He Yafei ha cercato di ridimensionare la polemica su Google, affermando che il suo governo ha di che preoccuparsi maggiormente su questioni politiche ed economiche che potrebbero esplodere nei prossimi mesi.

I media cinesi hanno oggi respinto l'appello di Washington a liberare Internet dalla censura, ma a dimostrazione che il tema è delicato, gli articoli cinesi che contenevano critiche sono stati poi eliminati dal web.

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<p>22 gennaio 2010. Logo di Google nei pressi del quartier generale del motore di ricerca a Pechino. REUTERS/Jason Lee</p>