Google nega di voler lasciare la Cina, punta a trattative

domenica 17 gennaio 2010 11:24
 

SHANGHAI (Reuters) - Per Google si apre un'altra settimana di importante confronto con il governo cinese, tra le speculazioni che l'azienda americana possa abbandonare il maggior mercato al mondo di Internet sulla scia dei timori legati agli attacchi informatici.

Google, il più importante motore di ricerca al mondo, ha detto la scorsa settimana che stava valutando di lasciare la Cina dopo essere stato vittima di un sofisticato attacco alle sue reti che ha portato a furti di proprietà intellettuale.

Il colosso Usa aveva fatto sapere di non aver più intenzione di filtrare i contenuti del suo sito in cinese google.cn e che, trattando con le autorità di Pechino, avrebbe cercato di ottenere un sito senza controlli sui contenuti, altrimenti avrebbe abbandonato il mercato.

La maggior parte dei filtri sul sito google.cn sono in funzione ancor oggi, mentre sembrano essere scomparsi i ferrei controlli su alcune ricerche, tra cui la repressione del 4 giugno 1989 a piazza Tienanmen.

L'annuncio di Google ha creato forte interesse nella comunità degli internauti cinesi che -- con i suoi 384 milioni di utenti -- è il più vasto mercato al mondo per la Rete, con blog e media locali che citando fonti anonime dicono che Google avrebbe già deciso di chiudere i propri uffici in Cina.

Google ha smentito questa notizia, aggiungendo che avrà dei colloqui con il governo cinese nelle prossime settimane.

La Cina ha cercato di ridimensionare la minaccia di Google di abbandonare il Paese affermando che ci sono molti modi per risolvere il problema ma sottolineando anche che tutte le aziende straniere, Google compresa, devono rispettare le leggi cinesi.

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<p>Gli uffici di Google a Pechino. REUTERS/Alfred Jin</p>