Telecom Italia, tribunale Argentina sospende antitrust

venerdì 15 gennaio 2010 22:32
 

MILANO (Reuters) - La Corte d'Appello di Buenos Aires ha sospeso il provvedimento dell'antitrust argentino, che consente all'autorità di intervenire in modo attivo sul processo di vendita da parte di Telecom Italia della sua partecipazione in Sofora, dal 25 febbraio, imponendo modalità e tempi.

Lo ha confermato in serata l'ad di Telecom Italia Franco Bernabé, dopo che la notizia era stata anticipata da una fonte vicina alla vicenda, aggiungendo che la Corte ha deciso per la sospensione a causa del rischio di grave pregiudizio economico per il gruppo italiano.

"Il tribunale si esprimerà sul merito", spiega la fonte.

Ieri Telecom Italia ha annunciato l'impugnazione del provvedimento con cui l'autorità antitrust argentina stabilisce tempi e modalità del disinvestimento della partecipazione e dei diritti appartenenti al gruppo in Sofora, controllante di Telecom Argentina attraverso Nortel, chiedendone la sospensione e l'annullamento.

I contenuti dei provvedimenti antitrust sono stati in parte chiariti da una comunicazione alla Sec di Telecom Argentina. "Non abbiamo nessuna intenzione né di svendere, né di regalare gli asset", ha detto Bernabé ai giornalisti.

La comunicazione, che illustrava in sintesi il contenuto delle decisioni dell'antitrust, divideva i tempi della cessione in due periodi di sei mesi. Dal 25 agosto 2009 al 25 febbraio 2010 e quello successivo da febbraio al 25 agosto 2010.

"Il secondo periodo è a disposizione, tra le altre cose, per consentire all'autorità argentina di ordinare le misure necessarie per il disinvestimento", spiega la comunicazione all'autorità statunitense. Inoltre, secondo la risoluzione numero 1, l'autorità antitrust argentina, "ha il potere di prendere misure per garantire che la transazione sia realizzata in ottemperanza con le sue linee guida, compresa la possibilità di valutare se il potenziale o i potenziali acquirenti soddisfano i requisiti antitrust, e di comminare sanzioni se queste linee guida non venissero seguite".

Il provvedimento avrebbe imposto al gruppo italiano, a partire da fine febbraio, vincoli piuttosto stringenti nel processo di vendita.

Ora questa parte del provvedimento è stata cancellata, temporaneamente, in attesa della sentenza di merito.

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