Caso Google, Cina: molti modi per risolverlo. Usa cauti

venerdì 15 gennaio 2010 08:25
 

PECHINO (Reuters) - La Cina ha cercato oggi di minimizzare il pericolo che Google abbandoni il mercato cinese per via della censura e delle preoccupazioni relative agli attacchi informatici, aggiungendo che qualsiasi decisione presa dal colosso dei motori di ricerca non influirà sui legami commerciali con gli Usa.

Gli Stati Uniti, invece, hanno fatto sapere che è ancora troppo presto per valutare eventuali conseguenze sui rapporti commerciali, ma hanno aggiunto che un'informazione libera è vitale per l'economia in crescita della Cina.

Un portavoce del ministero del Commercio cinese ha detto che ci sono molti modi per risolvere la questione Google, ma ha ripetuto che tutte le compagnie straniere, Google compresa, devono rispettare le leggi cinesi.

Il "caso Google" rischia di intaccare ulteriormente i rapporti tra le due potenze, già resi difficili dal tasso di cambio della valuta cinese, dal protezionismo di Pechino e dalla vendita di armi da parte degli Usa a Taiwan.

Washington ha appoggiato la decisione di Google di non sopportare ulteriormente la censura che in Cina viene applicata alle sue ricerche, e ha elevato la discussione a livello diplomatico.

"Mi sembra che i principi che sta sostenendo Google non siano importanti solo dal punto di vista della libertà e dei diritti, ma che abbiano anche una considerevole importanza economica", ha commentato Lawrence Summers, importante consigliere economico della Casa Bianca.

Alla domanda su eventuali problemi futuri nei rapporti con Pechino, Summers ha replicato: "Penso che si ancora presto per valutare quali effetti ci potrebbero essere".

Minimizzando le preoccupazioni relative ai rivali di Google, Microsoft ha fatto sapere che non ha intenzione di uscire dal mercato cinese.

"Non capisco come questa mossa possa essere d'aiuto. Non capisco come questo possa aiutare noi e la Cina", ha detto Steve Ballmer, amministratore delegato del più importante produttore di software al mondo.

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<p>15 gennaio 2010. Logo di Google nel quartier generale di Pechino. REUTERS/Alfred Jin</p>