Israele, per capo intelligence è una potenza cybermilitare

mercoledì 16 dicembre 2009 12:40
 

di Dan Williams

TEL AVIV (Reuters) - Israele sta utilizzando i progressi raggiunti nella tecnologia a uso civile per migliorare anche la propria capacità cybermilitare. Lo ha rivelato il capo dell'intelligence militare israeliana, il generale Amos Yadlin, in una rara uscita pubblica su un programma segreto.

L'uso delle reti informatiche per lo spionaggio - penetrando illegalmente nei database - o per condurre azioni di sabotaggio attraverso il cosiddetto "software malevolo" inserito in sistemi di controllo sensibile viene tranquillamente valutato da Israele contro Paesi considerati nemici pericolosi, come l'Iran.

In un discorso all'Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale (Inss), un think thank dell'Università di Tel Aviv, Yadlin ha inserito la vulnerabilità a subire attacchi hacker in una lista di minacce nazionali che comprende anche il programma nucleare iraniano, la Siria e la guerriglia islamica ai confini dello Stato ebraico.

Yadlin ha detto che le forze armate israeliane hanno i mezzi per fornire la sicurezza di rete e per lanciare cyberattacchi.

"Vorrei far notare a questo stimato forum che il settore della cyberguerra rientra bene nella dottrina di difesa dello Stato di Israele".

"Questa è un'impresa che è interamente israeliana e non fa affidamento sull'assistenza o sulla tecnologia dall'estero. E' un settore che è molto noto ai giovani israeliani, in un Paese che è stato recentemente incoronato 'nazione start-up'".

I team di cyberguerra operano all'interno delle agenzie di spionaggio israeliane, che hanno una vasta esperienza in fatto di tecniche tradizionali di sabotaggio e sono avvolte dal segreto e dalla censura. Possono contare sul know-how di aziende commerciali israeliane che sono leader mondiali dell'high- tech e i cui staff sono spesso composti da veterani di unità informatiche dell'esercito.

L'Istituto Technolytics, una società privata Usa di consulenza, ha classificato nel 2008 Israele come la sesta maggiore "minaccia cybermilitare" dopo Cina, Russia, Iran, Francia e "gruppi estremisti/terroristi".   Continua...

 
<p>Il generale Amos Yadlin nella conferenza di Tel Aviv del 15 dicembre. REUTERS/Gil Cohen Magen</p>