Google produrrà e venderà autonomamente suo nuovo cellulare -Wsj

lunedì 14 dicembre 2009 14:04
 

LOS ANGELES (Reuters) - Google ha in programma di vendere il suo cellulare di proprietà direttamente ai consumatori dall'inizio del prossimo anno, senza passare per gli operatori di telefonia mobile, con una mossa strategica particolarmente rara. E' quanto ha rivelato oggi il Wall Street Journal.

Il cellulare, chiamato Nexus One e prodotto dalla Htc, monterà il sistema operativo Android e sarà venduto online, secondo le fonti citate dal quotidiano americano.

I servizi telefonici, invece, dovranno essere comprati a parte.

Il leader nel settore delle ricerche sul web starebbe quindi sondando il campo per una sfida agli operatori di telefonia mobile come Sprint e Verizon, oltre che ai produttori come Apple. Inoltre, questo approccio rappresenta una novità nel modo di agire di Google, che raramente ha venduto dispositivi direttamente ai clienti.

I cellulari di Google hanno suscitato grande attenzione ultimamente, con Motorola e Sony Ericsson che hanno deciso di lanciare, a loro volta, i loro nuovi modelli con sistema operativo Android.

Secondo gli analisti, l'obiettivo potrebbe essere più quello di ottenere dati sui consumatori, che possono poi essere utilizzati per annunci pubblicitari, che non il ritorno economico dato dalla vendita del dispositivo, strategia adottata invece da altre aziende come Nokia e Research in Motion.

Secondo le stime della Idc, le quote di mercato del sistema operativo Android sono cresciute, in Europa Occidentale, di 1,2 punti percentuali dal trimestre luglio-settembre, passando dal 4,2% al 5,4%.

Non è stato possibile raggiungere né Google né la Htc, quarto produttore al mondo di smartphone, per un commento. Google, tra l'altro, aveva cominciato a rilasciare il suo Nexus One agli impiegati già nei giorni scorsi, secondo quanto riferito dalle fonti al Wall Street Journal.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

 
<p>Un'impiegata nella sede di Google. REUTERS/Christian Hartmann (SWITZERLAND BUSINESS SCI TECH)</p>