Ue, piano per proteggere turisti che usano il Web

giovedì 26 novembre 2009 17:10
 

BRUXELLES (Reuters) - L'Unione Europea ha intenzione di rendere più severe le regole per i siti web che vendono pacchetti turistici, nel tentativo di proteggere più efficacemente i consumatori in caso di fallimento del tour operator.

Il piano dell'Ue è stato approntato dopo il consistente incremento delle prenotazioni online, in particolar modo per quanto riguarda i "pacchetti dinamici", quelli dove volo, alloggio, affitto auto e altri servizi sono forniti da provider diversi ma tutti attraverso un unico sito web.

Un terzo delle prenotazioni turistiche, che nel 2008 hanno fruttato un totale di 246 miliardi di euro, rendendo il mercato europeo il più importante della categoria, viene effettuato proprio utilizzando i cosiddetti pacchetti dinamici, stando alle stime della Commissione Europea.

Le regole Ue sul turismo esistono dal 1990, quindi prima dell'avvento di Internet, ma proteggono i consumatori solo se volo, alloggio e altri servizi sono forniti dal medesimo provider.

"Dobbiamo garantire quel livello di protezione che garantisca ai viaggiatori la tranquillità che meritano", ha detto Meglena Kuneva, Commissario Europeo per la Tutela dei Consumatori, che ha anche annunciato che il progetto verrà analizzato per un anno in vista di possibili ulteriori miglioramenti.

Il numero dei cittadini Ue che sfruttano i pacchetti dinamici utilizzando siti web come Expedia e Opodo è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi due anni, superando quota 100 milioni, stando alle statistiche diffuse dalla Commissione Europea.

Il processo prevede che il turista prenoti il volo tramite un sito che poi lo reindirizza su altri siti per il noleggio dell'auto, la prenotazione dell'hotel o altri servizi come i tour guidati.

In Irlanda e Svezia, per esempio, circa il 45% dei viaggiatori prenota le vacanze sfruttando i pacchetti dinamici, ignorando spesso e volentieri la mancanza di protezione in caso di disguidi o altri inconvenienti.

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<p>Passeggeri che si dirigono al check-in. REUTERS/Tami Chappell</p>