Video abusi disabile, pm chiedono un anno per 3 dirigenti Google

mercoledì 25 novembre 2009 18:09
 

MILANO (Reuters) - I pm di Milano Alfredo Robledo e Francesco Cajani hanno chiesto la condanna a un anno di carcere per tre persone, e a sei mesi per una quarta, dirigenti ed ex di Google, nel processo in cui sono imputate per diffamazione e per non aver esercitato il dovuto controllo sui dati personali di un video, dove un disabile era insultato dai compagni di classe minorenni.

Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie, precisando che i pm hanno chiesto la condanna a un anno di carcere per David Carl Drummond (ex presidente del cda e legale di Google Italy e oggi Senior vice presidente e dirigente del servizio legale), George De Los Reyes (ex membro del cda di Google Italy, ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile policy sulla privacy per l'Europa di Google), e una condanna a sei mesi per Arvind Desikan (responsabile progetto Google Video per l'Europa).

Sempre oggi al processo, che si sta svolgendo con rito abbreviato, il Comune di Milano - che si è costituito parte civile - ha chiesto un risarcimento di 300.000 euro, di cui 150.000 per danni patrimoniali e 150.000 per danni morali, mentre l'Associazione Vividown -anch'essa parte civile - per il risarcimento di si è rimessa alla valutazione del giudice.

In una nota diffusa dopo le richieste dei pm, Google sostiene di aver "fatto esattamente ciò che viene richiesto in base alla legge europea e italiana (...) Si tratta di un attacco a una Rete libera e aperta e potrebbe rappresentare la fine del Web 2.0 in Italia. Difenderemo e sosterremo i nostri dipendenti".

"COMPORTAMENTO LEGITTIMO"

Per uno dei legali degli imputati, l'avvocato Giuliano Pisapia, "il comportamento di Google è pienamente legittimo secondo il diritto italiano. Le contestazioni a Google sono del tutto infondate e si arriva a una richiesta di condanna basata di fatto su una responsabilità oggettiva di Google che nulla ha a che vedere coi fatti contestati", secondo quanto riferito dalle fonti.

Gli avvocati degli imputati sono fiduciosi che il giudice dichiari insussistente il reato. La prossima udienza del processo si terrà il 16 dicembre, quando a parlare saranno le difese.

Secondo le fonti, nella requisitoria i pm hanno parlato della necessità che il diritto di impresa non calpesti la tutela dei diritti fondamentali, dicendo che non è un problema di libertà ma di responsabilità da parte delle imprese.

"Il tema del processo non è nella libertà della Rete, ma se esista o no una zona franca di non applicabilità di alcune leggi dello Stato e in particolare della normativa a protezione dei dati personali. Il contrasto processuale da dirimere è tra i diritti fondamentali costituzionali tutelati e il diritto di impresa", hanno detto i pm.   Continua...