Web, Maroni: da ministri Mediterraneo stop a siti estremisti

martedì 24 novembre 2009 18:16
 

VENEZIA (Reuters) - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha detto oggi che i paesi del Mediterraneo occidentale hanno deciso oggi di impegnarsi insieme per bloccare la radicalizzazione dei militanti anche attraverso la chiusura dei siti Internet estremisti.

"Abbiamo deciso di unire i nostri sforzi per prevenire il fenomeno della radicalizzazione e ostacolare con determinazione il processo di radicalizzazione e di reclutamento che sono due fasi di un unico percorso", ha detto il capo del Viminale alla fine della Conferenza dei Paesi del Mediterraneo Occidentale, che si è svolta a Venezia.

"E abbiamo deciso di intensificare gli sforzi per prevenire e impedire l'uso a fini terroristici delle nuove tecnologie di informazione e di comunicazione tra cui Internet, e per quest'ultimo strumento impedire la presenza di siti che fanno apologia del terrorismo e la fruizione e diffusione telematica di documenti audio e video di natura estremista".

Il ministro ha poi smentito di aver lanciato nei giorni scorsi allarmi sulla presenza di cellule terroristiche islamiche che puntano a realizzare attentati in Italia, ma ha detto di aver "fatto presente la nostra preoccupazione che si basa su fatti avvenuti, il più recente dei quali è l'arresto di due pakistani a Brescia".

I due cittadini del Pakistan arrestati sabato scorso sono accusati di aver finanziato gli attentatori responsabili degli attacchi di Mumbai, in India, del novembre 2008, che provocarono oltre 150 morti.

" Il ministro dell'Interno ha informazioni molto dettagliate su questi argomenti e quindi, quando faccio riferimento a preoccupazioni, mi riferisco a preoccupazioni che ho in base alle informazioni in mio possesso".

"E' importante evitare di sottovalutare o banalizzare questi fatti che non derivano dalla azione individuale di qualcuno, ma che hanno anche collegamenti internazionali. Il che non significa la presenza di cellule organizzate quaediste in Italia", ha concluso il ministro leghista.

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<p>Maroni in una foto d'archivio. REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>