Tlc, Regina:congelamento piano Romani errore, costa 60.000 posti

martedì 24 novembre 2009 11:40
 

ROMA (Reuters) - Il congelamento del piano Romani sulla banda larga di telecomunicazioni significa in Italia rinunciare a 33 mila cantieri per 60 mila posti di lavoro.

Lo ha detto Aurelio Regina, presidente dell'Unione industriali di Roma nella relazione all'assemblea generale.

"Il congelamento dei fondi del Piano Romani è una decisione sbagliata, sinonimo della rinuncia all'apertura di 33.000 cantieri per 60.000 nuovi posti di lavoro in tutto il Paese", ha detto Regina.

"Comprendiamo le ragioni che hanno indotto a scegliere ora, come priorità, il sostegno agli ammortizzatori sociali, ma siamo convinti che solo l'accelerazione del processo di innovazione solleciterà in avanti il nostro sistema economico, creando nuovi posti di lavoro. La banda larga non può accettare una veduta stretta", ha detto Regina.

In Italia, ha spiegato Regina, le famiglie dotate di un pc sono solo il 53% rispetto ad una media europea del 70%. Quelle connesse ad Internet su banda larga sono il 31%. Le imprese non raggiungono il 50% e solo il 66% utilizza un computer.

"Roma può invertire questa tendenza, proponendosi come prima città italiana per la rete digitale e la banda ultra-larga", ha detto Regina ricordando il progetto promosso dalla Uir per la Capitale assieme al Comune di Roma, che ha appena approvato "la delibera scavi che permetterà di far partire i lavori"..

"Un esempio di collaborazione pubblico-privata con ricadute positive per l'occupazione: investimenti privati per 600 milioni di euro e con migliaia di nuovi posti di lavoro nella sola città di Roma".

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<p>Un tecnico lavora per sistemare alcuni cavi in un'immagine d'archivio. REUTERS/Daniel Munoz</p>