Media,Censis: 2009 anno nero per la stampa, bene gli audiovisivi

giovedì 19 novembre 2009 13:56
 

ROMA (Reuters) - Nonostante la crisi economica, in Italia cresce il consumo generale dei media, ma a goderne sono quasi esclusivamente i mezzi di comunicazione audiovisivi, dal momento che i mezzi a stampa hanno vissuto un autentico anno nero. E' quanto emerge dall'ottavo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione "I media tra crisi e metamorfosi".

Se il digital divide -- ovvero il divario tra chi ha accesso e chi no alle nuove tecnologie come Imternet -- si sta progressivamente attenuando, con la soglia che è passata dal 71% della popolazione nel 2006 al 51,3% attuale, il press divide è in preoccupante ascesa.

Il numero delle persone che hanno un rapporto esclusivo con i media audiovisivi (radio e tv) rimane praticamente stabile (26,4%), mentre diminuiscono quanti hanno una "dieta mediatica" basata al tempo stesso su mezzi audiovisivi e mezzi a stampa (dal 42,8% al 24,9% tra il 2006 e il 2009). Il press divide, quindi, aumenta, visto che nel 2006 era il 33,9% degli italiani a non avere contatti con i mezzi a stampa, mentre nel 2009 si è arrivati al 39,3% (+5,4%). A far aumentare negli ultimi anni l'estraneità ai mezzi a stampa, e in misura rilevante, sono stati i giovani (+10%), gli uomini (+9,9%) e i più istruiti (+8,2%), cioè i soggetti da sempre ritenuti il traino della modernizzazione del Paese.

La crisi economica, la prima grande crisi conosciuta dalla società digitale, ha poi causato di fatto un'accelerazione nel processo di trasformazione del sistema dei media già in atto. In particolare spicca l'espansione dei media gratuiti e la sostanziale battuta d'arresto di quelli a pagamento (ad eccezione della Tv digitale).

Mentre l'uso complessivo del telefono cellulare rimane pressoché stabile tra il 2007 e il 2009 (con un leggero calo dall'86,4% all'85% della popolazione), a crescere notevolmente è stato l'uso del cellulare nelle sue funzioni di base (dal 48,3% al 70%), mentre quelle più sofisticate - e costose - sono diminuite: l'uso dello smartphone è sceso dal 30,1% al 14,3%, il videofonino dall'8% allo 0,8%.

TV E INTERNET

Per quanto riguarda la tv, le nuove forme di televisione sono ormai entrate a far parte delle abitudini degli italiani. Negli ultimi due anni, infatti, l'utenza della Tv satellitare passa dal 27,3% al 35,4% della popolazione e il digitale terrestre raddoppia il suo pubblico (dal 13,4% al 28%), benché lo switch over del segnale analogico abbia interessato finora solo alcune zone del territorio nazionale. La Tv via Internet triplica la sua utenza, passando dal 4,6% al 15,2%, e la mobile Tv interessa già l'1,7% della popolazione.

La situazione per quel che riguarda l'utilizzo di internet vede una crescita degli utenti, con la percentuale che ha raggiunto il 47% quest'anno dal 45,3% del 2007.

Sul piano generale, infine, è in crescita la diffusione di tutti i mezzi di comunicazione tra il 2001 e il 2009. Gli utenti tv hanno ormai raggiunto il 97,8% della popolazione, il cellulare sale all'85%, la radio all'81,2% -- dato favorito anche dall'ascolto della radio tramite lettore mp3 -- i giornali al 64,2%, i libri al 56,5% e internet, appunto, al 47%.

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