Spazio, Nasa: abbiamo trovato acqua sulla Luna

venerdì 13 novembre 2009 19:59
 

WASHINGTON (Reuters) - Gli scienziati che hanno lanciato due navicelle spaziali in un cratere sulla Luna hanno confermato oggi di aver trovato dell'acqua sulla nuvola di detriti che loro stessi hanno provocato, esattamente come avevano sperato.

La parte della luna colpita dalla sonda Lcross lo scorso mese, infatti, ha mostrato delle tracce d'acqua. Gli scienziati, al momento, sono impegnati in ulteriori verifiche.

"Stiamo svelando i misteri del vicino di casa a noi più prossimo e, di conseguenza, anche del sistema solare", ha detto Michael Wargo, capo degli scienziati della Nasa che si occupano della Luna.

Già in passato erano state rinvenute delle tracce d'acqua ma gli scienziati della Nasa speravano di trovarne, in quantità consistenti, sul lato più nascosto della superficie lunare, quello dei crateri e, nella fattispecie, nel cratere Cabeus.

Se quest'acqua dovesse effettivamente risalire a milioni di anni fa, potrebbe contenere informazioni importanti sulla formazione del sistema solare. E se fosse presente anche in quantità notevoli, potrebbe essere utilizzata come sostegno per gli astronauti o trasformata in carburante per le missioni spaziali.

I ricercatori hanno utilizzato uno spettrografo per analizzare la luce proveniente dalla nuvola di detriti. Questi strumenti sono in grado di scoprire quali elementi si celino in qualsiasi materiale a seconda degli effetti sulla lunghezza d'onda della luce.

"Siamo letteralmente in estasi", ha detto Anthony Colaprete, dell'Ames Research Center della Nasa a Moffett Field, in California.

"La concentrazione e la distribuzione dell'acqua e di altre sostanze richiederà delle analisi ulteriori, ma è certo che il cratere Cabeus contenga dell'acqua".

Il cratere contiene quindi anche altri materiali.

"Nel cratere Cabeus ci sono segni di altre sostanze interessanti, oltre all'acqua. Le regioni della Luna che sono permanentemente all'ombra sono delle autentiche trappole ghiacciate, in grado di preservare i materiali per milioni di anni", ha concluso Colaprete.

 
<p>Il satellite Lcross e il razzo Centaur verso la Luna, in un'illustrazione diffusa dalla Nasa. REUTERS/NASA/Handout</p>