12 novembre 2009 / 12:09 / 8 anni fa

Internet, agenzia Onu: non arrestate chi condivide file sul web

Di Matthias Williams

NUOVA DEHLI (Reuters) - Le punizioni eccessivamente pesanti nei confronti di coloro che condividono file su Internet sono controproducenti per la lotta contro la pirateria e le violazioni del copyright.

Lo ha detto Francis Gurry, il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, precisando che la protezione del copyright musicale "si trova in un momento di grande difficoltà" e che questa situazione coinvolgerà presto anche i film, con la diffusione delle connessioni veloci.

L'industria della musica è stata colpita da una sempre crescente pirateria informatica e sta faticando sempre di più a convincere gli utenti a pagare i download musicali.

Circa 40 miliardi di file musicali sono stati condivisi solo nel 2008, con un tasso di pirateria pari al 95%, come dimostrano le stime della stessa industria musicale, citate dalla Wipo.

"Non credo che vinceremo questa battaglia, e sicuramente non la vinceremo mettendo i giovani in galera", ha detto Gurry durante la sua visita in India. "Non credo che queste misure riscuoteranno il consenso popolare".

"Una parte della battaglia consiste nel sensibilizzare la gente, far capire alle persone che questa è una faccenda importante. Non si sta parlando semplicemente di un crimine senza vittime".

La lotta al file sharing ha portato ad una serie di multe anche salatissime. Gurry, infatti, ha citato il caso di un ragazzo statunitense, costretto a pagare 675.000 dollari per aver condiviso 30 canzoni quest'anno.

In una causa molto seguita dai media, lo scorso aprile, i quattro responsabili del sito Pirate Bay, uno dei più grandi siti di file sharing del mondo, sono stati condannati ad un anno di carcere e ad un risarcimento di 3,6 milioni di dollari.

Alcuni governi, tra cui quello francese e quello britannico, stanno adottando delle misure per porre un freno al file sharing e per aiutare il mercato della musica europeo, che è passato da un valore di 12 miliardi di euro l'anno, nel 2001, ai sette miliardi di euro attuali.

Sulla scia di quanto fatto in Francia, la Gran Bretagna inasprirà le sanzioni nei confronti dei recidivi, che rischieranno di vedersi privati della connessione internet.

"Ci sono molti segnali che ci inducono a pensare che il sistema di protezione del copyright è in grande difficoltà nel passaggio dal mondo fisico a quello digitale", ha detto Gurry.

"Ora che la capacità, che la larghezza di banda sta migliorando, ci troveremo a dover affrontare lo stesso problema anche per i film".

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