Gb, Murdoch assolto da accuse di spiare personaggi pubblici

lunedì 9 novembre 2009 13:09
 

LONDRA (Reuters) - L'ente che controlla la stampa britannica ha respinto le accuse che volevano alcuni giornalisti dei quotidiani del magnate australiano Rupert Murdoch condannati per essersi infiltrati nei cellulari di alcuni personaggi pubblici a caccia di storie ad effetto.

La Press Complaints Commission ha fatto sapere oggi di non avere alcuna prova a sostegno della tesi del quotidiano Guardian, che sosteneva che questa pratica fosse estremamente diffusa e volta ad assicurare scoop al tabloid News Of The World.

Lo stesso Guardian, alla luce della sentenza, ha risposto che la Pcc ha dimostrato di non avere "l'abilità, il budget e la capacità procedurale per svolgere autonomamente delle indagini".

Il reportage del Guardian ha dominato le prime pagine dei giornali per giorni in Gran Bretagna, riaprendo il dibattito sulla deontologia giornalistica e sulle tattiche utilizzate per ottenere scoop su celebrità, uomini politici e sportivi.

Il tabloid di Murdoch, parte del suo impero editoriale britannico, ha ammesso di aver fatto della pirateria informatica in una circostanza, ma ha negato che questa fosse una pratica diffusa.

In quella circostanza Clive Goodman, reporter del News Of The World, fu arrestato per "phone hacking", ma il reportage del Guardian ha spinto la Pcc a verificare se si trattasse di un episodio pilotato dal magazine.

"La Pcc ha ricevuto delle informazioni da un certo numero di fonti. Non c'è alcuna prova di un eventuale comportamento scorretto del News Of The World o di un'eventuale prosecuzione della pratica di spiare gli sms", ha fatto sapere l'ente di controllo.

"Le fonti cui ha fatto riferimento il Guardian sono anonime e non verificabili. Pertanto, la commissione non ha potuto far altro che concludere che le storie del Guardian non hanno trovato i drammatici riscontri cui avevano fatto riferimento".

Il Guardian aveva scritto che il News Of The World aveva pagato una grossa cifra a Gordon Taylor, capo della Professional Footballers Association, per chiudere la causa giudiziaria proprio sulla pirateria informatica. Ma mentre questa vicenda, ritenuta "significativa" dalla Pcc, è stata verificata, non ci sono prove che la pratica di infiltrarsi nei telefoni cellulari di personaggi pubblici sia effettivamente continuata.