Emergenza acqua, da Israele in arrivo tecnologia antisprechi

mercoledì 4 novembre 2009 12:55
 

TEL AVIV (Reuters) - Poco lontano da una piccola cittadina nei pressi di Tel Aviv, un drone senza pilota con un'apertura alare di un metro raccoglie i dati prodotti da centinaia di rilevatori.

Un solo tecnico con il suo computer monitora da terra il volo e riceve un quadro istantaneo del sistema (idrico) della città, capace di evidenziare -- così dice -- anche perdite nel bagno di una singola casa.

Ciò potrebbe sembrare insignificante ma l'aereo che legge i metri d'acqua è, con una turbina che può generare elettricità dall'interno delle condutture, uno dei ritrovati tecnologici che società israeliane stanno sviluppando per risparmiare i miliardi di dollari persi a causa delle perdite nelle reti idriche.

Questi sistemi sono parte di una politica che mira a intercettare ordini da fuori, dato che l'aumento delle popolazioni e una massiccia urbanizzazione hanno spinto in alto la domanda di acqua fresca, e gli esperti sostengono che le perdite delle reti idriche sono uno dei problemi più gravi che il mondo si trovi ad affrontare.

Uno studio prodotto dalla World Bank nel 2006 stimava il valore dell'acqua persa durante il tragitto verso il consumatore attorno ai 14 miliardi di dollari ogni anno, in buona parte a causa delle perdite nella rete e di una cattiva manutenzione della medesima.

Secondo quanto rivelato dallo studio, la maggior parte delle perdite si verificano nei paesi emergenti: qui, 45 milioni di metri cubi d'acqua vanno persi quotidianamente, quanto basterebbe per servire 200 milioni di persone.

Il problema si verifica anche nei paesi industrializzati, dove ha un carattere endemico. Ad esempio, l'Agenzia per la protezione ambientale (Epa) stima che le perdite nel sistema di distribuzione dell'acqua negli Stati Uniti costino al paese 2,6 miliardi di dollari ogni anno.

"Israele è uno dei paesi all'avanguardia per quanto riguarda le iniziative per ridurre le perdite d'acqua e i relativi costi", spiega Stuart Hamilton, membro della task force dell'International Water Association (Iwa).

Israele è per due terzi deserto e la questione dell'acqua ha un riflesso diretto sul processo decisionale ai più alti livelli. Per decenni, diverse società hanno lavorato allo sviluppo di tecnologie per il settore idrico, pensate per un uso interno più che per il mercato estero.

Ma vedendo l'occasione per entrare nei mercati stranieri, secondo quanto rivelato dal ministero dell'Industria e del Commercio, ci si è dati l'obiettivo di esportare annualmente circa 2,5 miliardi di dollari in tecnologia idraulica entro il 2011.