Giochi online, aziende cinesi a conquista dei mercati Occidente

lunedì 26 ottobre 2009 11:02
 

di Melanie Lee

SHANGHAI (Reuters) - Forti dei soldi delle recenti quotazioni, i produttori cinesi di giochi online si stanno rafforzando per entrare nei mercati occidentali, sfidando in casa leader del settore come Electronic Arts e Activision Blizzard.

Cresciute in patria, aziende come Changyou e Shanda Games vogliono affermarsi ora nell'export.

Changyou, che ad aprile, grazie alla Ipo al Nasdaq, ha rastrellato 120 milioni di euro, è all'ultima fase di test per un gioco multiplayer di arti marziali, Dragon Oath, dedicato al mercato statunitense, col lancio commerciale atteso per la fine dell'anno o l'inizio del 2010. La società ha cominciato a testare il gioco in Europa ad agosto.

Molti giocatori americani preferiscono ancora console come la Xbox di Microsoft e la PlayStation di Sony per giocare online. Ma gli analisti indicano che c'è un lento ma continuo spostamento verso l'online gaming, che consente formati flessibili, la possibilità di giocare in più persone e può essere praticato sia da un pc che da un telefonino con accesso a Internet, che sta prendendo piede e di cui beneficeranno gli sviluppatori cinesi.

"I mercati occidentali stanno cambiando, è un mercato basato sulle console, ma credo che i giochi Mmo (i giochi multiplayer online con alto numero di partecipanti) rappresentino la prossima ondata", dice Atul Bagga, analista della società di ricerche ThinkEquity.

"Ea e Take Two Interactive sono forti sul terreno delle console, ma il gioco online è tutta un'altra cosa".

Con oltre 50 milioni di giocatori online, si prevede che la Cina si accaparri oltre il 40% del mercato globale entro il 2011, secondo la società di ricerche Samsung Securities.

La forza degli operatori di giochi asiatici è il modello di business basato sulle micro-transazioni, in cui i giocatori non pagano nulla per il gioco in sé, ma versano piccole somme per ogni aggiornamento, che si tratti di un'arma o di una mappa. E' un sistema differente da quello Usa ed europeo che è basato sull'abbonamento.   Continua...

 
<p>Giovani cinesi giocano ai videogame in un internet caff&egrave; di Shangai. REUTERS/ Nir Elias</p>