Banda larga, Calabrò (Agcom): se Telecom non investe, consorzio

mercoledì 21 ottobre 2009 09:29
 

MILANO (Reuters) - La banda ultralarga rappresenta una priorità per l'Italia. Per questo, se Telecom Italia non ha sufficienti risorse da investire nella costruzione di una nuova rete, occorre un consorzio con operatori alternativi e con investitori pubblici come Cassa Depositi e Prestiti e Poste.

A dirlo è il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò in un'intervista a Il Sole 24 Ore.

"Gli investimenti previsti da Telecom sono limitati e con questi la rete non si realizza. Quindi o Telecom ha i mezzi per realizzarla da sola oppure si consorzi. Gli operatori hanno visioni differenti ? Si confrontino" dice Calabrò che vede come punto di arrivo la fornitura generalizzata di una velocità di navigazione di 50 mega e oltre.

Per quanto riguarda possibili investitori pubblici la Cassa Depositi e Prestiti "ha disponibilità importanti e potrebbe partecipare al capitale della società-veicolo" mentre le Poste "hanno una liquidità enorme" fa notare Calabrò.

Per il cooordinamento delle iniziative nella fibra ottica ""é necessaria la creazione di una 'cabina di regia' tra governo e Authority per pianificare la nuova rete".

Circa Open Access, la divisione per la rete fissa di Telecom Italia che deve consentire la parità d'accesso, "ha riscosso il vivo apprezzamento delle istituzioni comunitarie" fa notare Calabrò.

 
<p>Un campione di cavo a fibra ottica del 2006, Singapore, REUTERS/foto d'archivio. REUTERS/Altaf Hussain</p>