Blogger iraniani vincono premio giornalistico "Mohamed Amin"

venerdì 16 ottobre 2009 18:43
 

ISTANBUL (Reuters) - I blogger iraniani hanno vinto oggi un importante premio giornalistico per l'impegno profuso nella copertura delle contestate elezioni presidenziali di giugno in Iran.

La giornalista iraniana Delbar Tavakoli, che ha lasciato il Paese dopo aver perso il lavoro, ha ricevuto oggi il premio "Mohamed Amin Award", edizione 2009, per conto dei blogger "per il loro impegno, coraggio e abnegazione profusi in condizioni molto difficili e sotto una pressione estenuante mentre coprivano le elezioni presidenziali".

"I blogger iraniani hanno riscritto il concetto di 'citizen journalism' e di social network dato che sono diventati l'unica fonte di notizie in Iran dopo le elezioni", ha spiegato in una nota Christoph Pleitgen, responsabile media dell'agenzia di stampa Reuters.

Fondato nel 1997 in memoria di Mohamed Amin, storico cameraman di Reuters in Africa ucciso in un dirottamento aereo, il riconoscimento di solito viene assegnato a persone che lavorano nell'ombra ed è sponsorizzato da Thomson Reuters.

Decine di giornalisti, fotografi e blogger hanno abbandonato l'Iran o stanno cercando di farlo per timore di essere puniti per la loro copertura giornalistica dopo le contestate elezioni di giugno. Molti giornalisti sono stati arrestati mentre altri sono scomparsi dalla circolazione.

Il governo iraniano, che negli ultimi mesi ha costretto alla chiusura diversi quotidiani, ha accusato i media di dire menzogne sulle proteste scatenatesi dopo le elezioni.

"Ho dedicato questo premio ai giornalisti iraniani che hanno lavorato sodo per permettere al mondo di sapere cosa stava succedendo in Iran", ha spiegato Tavakoli. "E' davvero difficile fare il giornalista in Iran...la principale ragione è rappresentata dalla censura".

Nata a Teheran, Tavakoli ha lavorato come giornalista negli ultimi 13 anni.

 
<p>Giovani supporter di Moussavi sfidano la polizia per le strade di Teheran per contestare il risultato delle elezioni presidenziali. REUTERS/Damir Sagolj</p>