29 settembre 2009 / 13:10 / 8 anni fa

IT,Assinform:settore in crisi,calo del 9% in primo semestre 2009

<p>Immagine d'archivio.Robert Galbraith (UNITED STATES BUSINESS SCI TECH)</p>

di Diana Bin

MILANO (Reuters) - La crisi economica ha investito il settore dell'Information technology italiano che, nel primo semestre 2009, ha visto un calo del 9%, facendo temere la perdita di 20.000 posti di lavoro entro la fine dell'anno.

E' quanto emerge dal rapporto Assinform sul settore delle Ict in Italia presentato oggi a Milano, in cui si sottolinea come questa sia la peggiore performance semestrale per le IT dal 1991 ad oggi.

"Il quadro è allarmante: fotografa un paese che sembra stia decisamente rinunciando a investire in innovazione e, di fronte alla crisi, ripiega su se stesso", ha dichiarato il presidente di Assinform Paolo Angelucci commentando i dati. "Le nostre stime indicano che, con questo trend, a fine anno saranno 20.000 i posti di lavoro persi", ha aggiunto, sottolineando che "in questo settore, l'occupazione non soltanto è "un termometro forte rispetto ai ricavi", ma anche "il valore principe delle nostre imprese".

La performance dell'IT combinata a quella del settore delle telecomunicazioni -- che ha visto un calo del 2,5% -- ha portato ad una contrazione del mercato aggregato delle Ict (Informatica e telecomunicazioni) pari al 4,5% nel primo semestre 2009: un arretramento molto più consistente rispetto a quella dello 0,6% registrata nel primo semestre del 2008.

PROPOSTE PER LIMITARE I DANNI

Per limitare i danni, Assinform ha formulato sei proposte attuabili nel breve periodo.

Innanzitutto, ha spiegato Angelucci, l'associazione chiede agli istituti bancari di "aiutare le imprese a mantenere l'occupazione" e di "rafforzare il credito all'innovazione" finanziando le aziende che hanno previsto nel loro budget lo sviluppo di nuovi progetti IT.

Secondo l'indagine congiunturale Assinform -- che ha messo a confronto le risposte di un campione di aziende a febbraio e a luglio -- queste sono aumentate di circa il 25%.

Le altre richieste, rivolte alle istituzioni, si suddividono in interventi a costo zero ed interventi a basso impatto per le finanze pubbliche.

Per quanto riguarda la prima categoria, spiega il presidente di Assinform, "si tratta di imprimere una forte accelerazione alla spesa pubblica già stanziata ... e di puntare ad un migliore utilizzo delle risorse già disponibili per la formazione", con una particolare attenzione agli inoccupati.

"Questi interventi consentirebbero alle imprese IT di ... conservare il loro capitale umano, che rappresenta il maggior patrimonio del settore e la cui preparazione richiede notevole impegno di tempo e costi".

Le due proposte a bassa intensità di spesa riguardano infine l'introduzione di incentivi alla rottamazione di vecchi software e il finanziamento del progetto IT di Industria 2015.

"Il taglio di spese e investimenti in tecnologie informatiche significa arretramento nel processo di modernizzazione, abbassamento delle capacità competitive e di reazione dell'intera economia", ha sottolineato Angelucci.

INFORMATICA IN CRISI

Entrando nei dettagli del rapporto, il mercato dell'Ict ha registrato nel primo semestre 2009 un calo del 4,5%, arrivando a 30.347 milioni di euro.

La frenata rispetto al 2008, dovuta ad un rallentamento di entrambe le componenti, è assai più pronunciata per l'informatica che, con un calo del 9%, non ha superato i 9.142 milioni.

Il crollo della domanda nell'IT ha colpito tutti i comparti, precisa il rapporto: - 15,7% per l'hardware, - 4,1% per il software e -7,3% per i servizi.

Per quanto riguarda invece il comparto delle telecomunicazioni (infrastrutture, terminali e servizi per reti fisse e mobili), esso si è attestato nel primo semestre 2009 a 21.205 milioni, in calo del 2,5% rispetto al primo semestre del 2008, mostrando per la prima volta un arretramento anche sul fronte dei servizi di telefonia mobile, pari a -1,2%.

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