Tv gratuite, Bernstein conferma valutazioni, pubblicità frena

lunedì 28 settembre 2009 11:12
 

MILANO (Reuters) - Le tv generaliste e gratuite sono ancora frenate da difficoltà strutturali che da tempo assediano la cosiddetta Free To Air (FTA) - in particolare la pubblicità on line, la frammentazione dei canali e i dvd - e risentono della frenata del mercato pubblicitario, ancora lontano da livelli del 2007.

E' l'opinione di Bernstein, che in uno studio dedicato alle tv europee ribadisce i giudizi "underperform" su Mediaset (con un target price 3,25 euro) e su TF1 (con target 7 euro) e i rating "market-perform" per ITV (a 0,35 sterline), M6 (a 16 euro).

Per Bernstein "i titoli della tv gratuita sembrano incorporare nei prezzi uno scenario troppo ottimistico".

"Non vediamo le nostre stime sul tasso di crescita delle inserzioni pubblicitarie come generalmente positive", prosegue la nota. "Tra il 2009 e il 2013" le stime relative al tasso di crescita delle inserzioni pubblicitarie "non sono materialmente inferiori rispetto ai tassi 2003-7 e - nel caso di ITV e TF1 - sono anche significativamente più elevate".

"Per giustificare le attuali valutazioni, entro il 2013 gli introiti relativi alla pubblicità dovranno raggiungere o superare i livelli del 2008 per tutte le reti (con l'eccezione di Telecinco)", si legge nel report. "I prezzi attuali infatti implicano che, entro il 2013, TF1 supererà i tassi di inserzioni pubblicitarie dell'8% e che i canali italiani di Mediaset raggiungeranno gli introiti pubblicitari del 2007".

Secondo Bernstein, vista la pressione che i due modelli di business - FTA e Pay Tv - stanno affrontando "l'unico modo per sostenere al crescita è quello di acquisire i contenuti 'indispensabili' e/o avere accesso a nuovi canali di distribuzione per assicurarsi che i contenuti giungano ai consumatori in ogni luogo e in ogni momento".

Questo però "sta frenando i margini operativi", anche alla luce del fatto che "la crescita del core business del settore tv stava già rallentando anche prima della crisi".

Bernstein osserva anche che la forte esposizione al mercato pubblicitario rende le tv gratuite più sensibili alle previsioni macroeconomiche in tutti i mercati europei. Le Pay Tv, prosegue la nota, sembrano "più resistenti" e "sembrano beneficiare delle difficoltà delle tv FTA".