Libro digitale? Pochi italiani sembrano attratti, dice ricerca

venerdì 18 settembre 2009 18:02
 

MILANO (Reuters) - Non sono molti gli italiani che sembrano attirati dalla prospettiva di leggere in futuro un libro su un apparecchio digitale. Poco più di uno su dieci leggerebbe un ebook per motivi di studio e lavoro, solo 6 su 100 per svago: è quanto svela un'indagine svolta per l'Osservatorio permanente sui contenuti digitali presentata oggi a Milano.

L'ebook sembra interessare ma a un numero ancora piccolo di lettori, dice la ricerca, e i contenuti più adatti sembrano quelli legati allo studio e al lavoro.

La terza indagine per l'Osservatorio permanente contenuti digitali, presentata oggi a Milano, spiega una nota, ha esaminato i modi in cui il pubblico accede ai contenuti digitali attraverso le tecnologie in base a uno studio qualitativo etnografico e quantitativo su un campione di 8.500 individui del panel consumer di Nielsen rappresentativo della popolazione italiana.

Dai risultati, solo un italiano su dieci (il 10%) pensa che in futuro i libri elettronici (da leggere su uno schermo) si affiancheranno con successo a quelli tradizionali. I contenuti più adatti sembrano quelli legati allo studio e al lavoro: il 14% di chi possiede un pc sembrerebbe propenso a utilizzarlo per leggere un libro di studio/lavoro.

La percentuale scende al 6% se si parla di contenuti di svago/intrattenimento. Più limitato il gradimento per l'e-book sul cellulare (4% per studio e lavoro, 2% per libri di svago).

"Questo Paese ha un problema e i dati dell'Osservatorio ne sono una ulteriore dimostrazione", ha commentato in una dichiarazione Fernando Folini, responsabile della Commissione Editoria Digitale di Aie, sottolineando come i 6,5 milioni di italiani (il 12%) che abbinano a un uso consapevole delle tecnologie una marcata attenzione al consumo di contenuti culturali, e che si candidano ad essere i futuri consumatori dell'ebook, siano in diminuzione rispetto a chi usa la tecnologia solo come svago e intrattenimento.

"Questo cultural divide, che sta assumendo dimensioni e tendenze ancora più preoccupanti per il futuro rispetto al digital divide, dà l'immagine di un Paese che consuma gadget tecnologici, ma non consuma e produce cultura in proporzione", dice ancora Folini.

Il responsabile della Commissione Editoria Digitale di Aie è convinto che sarebbe riduttivo dar la colpa alla scuola, o alla famiglia, ritenendo fondamentale "che tutti collaborino, a partire dalle istituzioni, a modificare in senso positivo i modelli culturali, mirando a un uso evoluto e innovativo delle potenzialità offerte delle nuove tecnologie. Gli editori seguiranno attentamente l'evoluzione, e faranno sicuramente la loro parte in questo processo".

Tra gli altri dati emersi dall'indagine, un italiano su tre afferma che potrebbe fare tranquillamente a meno di leggere libri (è il 34%, stabile rispetto al 2008).

I giovani che la pensano così sono anche di più: il 37% (erano il 32% nel 2008). Non è però solo un problema di libri, farebbero a meno praticamente di tutti i contenuti culturali.

Intanto, nel 2007 la ricerca su Google di "forum letteratura" produceva 1.680.000 risultati, oggi 1.470.000. Alle stesse date i risultati per "forum calcio" sono passati da 1.940.000 a 4.850.000. Mentre i lettori di un libro nei 12 mesi precedenti sono stati il 56% degli italiani (con più di 14 anni, pari a 29 milioni di individui). Nel 2008 erano il 60% (31 milioni). Calo anche sul fronte acquisti: solo il 45% (era il 48% nel 2008) ha acquistato almeno un libro nel corso dell'anno.

 
<p>un eBook Kindle. REUTERS</p>