18 settembre 2009 / 14:50 / 8 anni fa

Gb, psichiatri chiedono intervento contro siti web pro-anoressia

di Farah Master

<p>Una sfilata di moda. REUTERS/Benoit Tessier (FRANCE)</p>

LONDRA (Reuters) - Mentre l‘inizio della settimana della Moda di Londra riaccende il dibattito sulle modelle eccessivamente magre, gli psichiatri hanno chiesto al governo britannico di intervenire contro la proliferazione di siti web pro-anoressia.

Incoraggiati da social network come Facebook e “thinspiration” (ispirazione alla magrezza), sono sempre di più i britannici che cercano online trucchi e consigli per fare la fame o nascondere l‘eccessivo dimagrimento, secondo quanto riferito dal Royal College of Psychiatrists (Collegio Reale degli Psichiatri).

“(Questi) siti web fanno percepire la malattia come una cosa normale”, ha detto Ulrike Schmidt, presidente della sezione disordini alimentari dell‘istituto.

“Più o meno allo stesso modo le passerelle degli eventi internazionali della moda, come la settimana della moda di Londra, possono fungere da vetrina in cui vengono messe in mostra donne sottopeso”.

Gli organizzatori della Settimana della Moda hanno rifiutato di vietare alle modelle ultra magre di sfilare.

Sono oltre 1,6 milioni in Gran Bretagna le persone che soffrono di disordini alimentari, e quasi il 90% è costituito da ragazze adolescenti.

Il rapporto esorta il governo a contrastare la proliferazione dei siti che promuovono i disordini alimentari, come parte di un più ampio sforzo del Consiglio del Regno Unito per la Sicurezza dei Bambini su Internet (Ukccis), volto a salvaguardare i minori online.

Gli psichiatri sostengono che una ragazza su 10 visita ripetutamente questi siti web pro-disordini alimentari, traendo ispirazione da celebrità magrissime come Lindsay Lohan e Paris Hilton. Alcuni siti diffondono fotografie di modelle eccessivamente magre e ospitano forum in cui ci si incoraggia a vicenda a perdere peso.

Beat, organizzazione di aiuto per chi soffre di disordini alimentari, sostiene che rendere illegali questi siti non risolverebbe comunque il problema alle sue radici.

“Indirizzare queste persone da questi siti web a siti per uscire dalla malattia, è questo che vorremmo vedere”, ha detto la portavoce Mary George.

Beat ha detto di stare già lavorando con l‘internet service provider Aol per filtrare le ricerche.

“Se qualcuno fa una ricerca per siti pro-anoressia, il nostro sito appare per primo”, ha spiegato George.

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