Nuovi strumenti web aiutano a proteggere attivisti diritti umani

giovedì 20 agosto 2009 13:54
 

BOSTON (Reuters) - L'attivista cinese per i diritti umani Shi Tao è stato condannato nel 2005 a 10 anni di carcere dopo che le autorità sono risalite a lui attraverso dati forniti da Yahoo.

Il motore di ricerca su Internet ha fornito informazioni sulla sua ubicazione ricavate dall'account di Shi quando questi ha aperto la sua casella di posta elettronica, permettendo alle autorità di trovarlo e arrestarlo.

Adesso gli attivisti per i diritti umani guardano fiduciosi agli strumenti di nuova generazione per garantire la privacy online, nella speranza che impediscano alle società di recuperare simili informazioni e possano proteggere i dissidenti come Shi.

Uno di questi nuovi strumenti, chiamato Tor, trasforma le informazioni in codice prima di mandarla in rete, impedendo di localizzare l'utente e superando i firewall, caratteristiche che l'hanno reso celebre tra gli attivisti di paesi come la Cina e l'Iran.

"Tor è come un tunnel. Quello che spedisci al suo interno esce dall'altra parte, completamente intatto", ha detto Andrew Lewman, direttore esecutivo della Fondazione Tor, finanziata dal governo Usa.

Lo strumento permette agli internauti di aggirare i software di censura, installati dai governi o dalle aziende che cercano di impedire ai propri dipendenti l'accesso a siti di social network come Facebook.

Tor fornisce protezione anche dai furti di identità online oltre che da genitori ficcanaso e coniugi sospettosi, ed è in grado addirittura di sfuggire al programma di intercettazioni avviato dagli Stati Uniti a seguito degli attentati dell'11 settembre.

Quando un utente chiude un browser che utilizza Tor, tutte le informazioni scambiate nel corso della connessione vengono distrutte.

Il governo Usa è uno dei maggiori sostenitori finanziari di Tor: ha contribuito infatti con 250.000 dollari su 343.000 ricevuti in totale dalla fondazione nel 2007, l'anno più recente per cui sono disponibili dati finanziari.

"Stiamo cercando di incoraggiare una certa libertà su Internet", ha detto Ken Berman, direttore di tecnologie dell'informazione al Broadcasting Board of Governors, che controlla Voice of America.