Caso di hacking svela la vulnerabilità Usa alle intrusioni

mercoledì 19 agosto 2009 10:53
 

BOSTON/NEW YORK (Reuters) - Consumatori e aziende sono vulnerabili alle intrusioni di hacker e ladri di identità anche dopo l'arresto da parte delle autorità Usa di un uomo ritenuto l'organizzatore di un colossale giro di hacker che ha rubato i dati di 170 milioni di carte di credito e di debito.

Le stime sull'impatto finanziario delle intrusioni sono varie ma uno studio di Forrester Research indica tra i 90 e 305 milioni di dollari il costo per ogni dato compromesso, includendo i costi di aggiornamento, notifiche ai clienti, spese legali e di marketing.

"In base alle leggi in materia bancaria, sono le istituzioni finanziarie che dovranno pagare per l'uso fraudolento delle carte di credito. I consumatori sono responsabili per spese fino a 50 dollari, poi è affare di chi ha emesso le carte", dice Joel Reidenberg, professore della Fordham Law School che insegna diritto della privacy.

Le banche in cambio scaricano costi sui negozianti in termini di ammende e tariffe.

Lunedì scorso, tre uomini sono stati accusati di aver rubato oltre 130 milioni di numeri di carte di credito e di debito in quello che le autorità Usa ritengono essere il più vasto caso di hacking e furto d'identità mai perseguito negli Stati Uniti.

L'ex informatore del governo Albert Gonzalez, 28 anni, in prigione per altri reati di hacking, è stato accusato di essere la mente del furto, incriminato assieme a due russi di associazione a delinquere finalizzata all'accesso senza autorizzazione ai computer, alla frode e a danneggiare i computer.

I numeri delle carte di credito sono stati rubati alla società d'emissione Heartland Payment Systems ed alle catene commerciali 7- Eleven e Hannaford Brothers Co, divisione della belga Delhaize.

 
<p>Un uomo alla tastiera. REUTERS/Catherine Benson CRB</p>