Ibm pensa al Dna per costruire nuovi microchip

lunedì 17 agosto 2009 10:09
 

Di Clare Baldwin

SAN FRANCISCO (Reuters) - International Business Machines sta verificando la possibilità di utilizzare il dna come struttura dei microchip di nuova generazione.

In un momento i cui i produttori di chip sono in competizione per creare prodotti sempre più piccoli e sempre meno costosi, i designer si stanno dando da fare per ridurre le spese.

La nanostruttura artificiale del dna, o "Dna origami", potrebbe costituire il quadro di riferimento per costruire chip minuscoli, stando a un articolo pubblicato sulla rivista Nature Nanotechnology.

I microchip sono comunemente usati nei computer, nei cellulari, ma anche in altri dispositivi elettronici.

"Questa è la prima dimostrazione di un possibile utilizzo di molecole biologiche per l'industria dei semiconduttori", ha detto, in un'intervista a Reuters, il manager del reparto ricerche dell'Ibm Spike Narayan.

"Essenzialmente, significa che le strutture biologiche come il dna ci offrono un modello ripetitivo e riproducibile, che potremmo utilizzare nei processi di produzione dei semiconduttori".

La ricerca è stata condotta congiuntamente dagli scienziati dell'Almaden Research Center dell'Ibm e dal California Institute of Technology. Attualmente più piccoli sono i chip, maggiore è la spesa per l'attrezzatura. Narayan, invece, ha riferito che se si riuscisse a sfruttare il processo "dna origami" nella produzione di microchip, le case costruttrici potrebbero commerciare milioni di dollari in strutture complesse per meno di un milione di dollari speso per elementi come polimeri, soluzioni Dna e strumenti di riscaldamento.

"Potrebbero esserci risparmi significativi", ha detto Narayan che, però, ha anche sottolineato come questa tecnica abbia bisogno di anni di test e sperimentazioni, una previsione che rende i nuovi processi non utilizzabili prima di almeno dieci anni.

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Hannibal Hanschke (GERMANY)</p>