Il Giappone conservatore potrebbe aprire a politica web

lunedì 3 agosto 2009 11:16
 

diI Yoko Kubota

TOKYO (Reuters) - Il parlamentare giapponese d'opposizione Seiji Ohsaka è stato contrariato, se non sorpreso, nello scoprire che dovrà smettere di postare micro-post nel servizio di social networking Twitter, quando il 30 agosto inizierà la campagna elettorale.

Ma mentre i politici giapponesi puntano sempre più su Internet come modo per conquistare gli elettori indipendenti, Ohsaka e gli altri si chiedono se una messa al bando della propaganda online possa davvero funzionare.

"Davvero si dovrebbe poterlo usare (il web) nelle campagne. Non è più possibile dire di non usarlo", dice in un'intervista a Reuters Ohsaka, 50 anni, uno dei pochi politici che usano Twitter, membro del Partito democratico all'opposizione.

"Anche se le nostre voci sparse su Twitter violassero le leggi elettorali giapponesi, è probabilmente impossibile fermarlo... anche se ci dicessero di smettere di parlare", dice, inviando messaggi (tweeting) anche durante l'intervista.

La legge elettorale giapponese che risale agli anni Cinquanta è fatta in modo da impedire ai candidati anche di aggiornare siti web, mandare e-mail, o pubblicare messaggi su Twitter, una volta che inizierà la campagna elettorale, il prossimo 18 agosto.

La legge, assieme all'apatia degli elettori ed al legame con i modi vecchio stile di far campagna elettorale ha frenato i politici del web in un Giappone high-tech, dove il 70% delle persone sono collegate a Internet.

Questo significa che le strategie web dei politici giapponesi sono ben lontane dal tipo di sforzo organizzato prodotto nella campagna elettorale 2008 delle presidenziali Usa, dove la propaganda di Barack Obama ha raggiunto attraverso video online, siti di social network e messaggi di testo una vasta aree di elettori, raccogliendo anche fondi.

Ma forse si avvicina il momento giusto per un cambiamento, mentre la competizione si scalda dopo mezzo secolo di dominio quasi ininterrotto del Pertito liberaldemocratico. E i democratici all'opposizione, che secondo i sondaggi hanno buone probabilità di spodestare i conservatori al governo, sono favorevoli all'abolizione del veto sull'uso di Internet.

 
<p>Utenti al computer. REUTERS/Punit Paranjpe</p>