Crisi, i gruppi media ripensano la pubblicità online

sabato 25 luglio 2009 12:10
 

di Gina Keating e Alex Dobuzinskis

PASADENA, Usa (Reuters) - Alimentata dalla recessione, la crisi della pubblicità riporta in primo piano la necessità di usare il web per filtrare i dati e rivolgersi direttamente al consumatore, piuttosto che bombardarlo di messaggi pubblicitari in stile televisivo.

Alla conferenza "Fortune Brainstorm" svoltasi questa settimana a Pasadena, l'AD di Walt Disney Robert Iger ha aperto un dibattito sulle nuove strategie di marketing dirette ai consumatori, descrivendosi "piuttosto ottimista su ciò che la tecnologia consente di fare in termini di analisi dei comportamenti".

Dirigenti di AOL, una divisione di Time Warner Inc, News Corp e IAC/InterActiveCorp condividono le speranze sulle potenzialità di raggiungere i consumatori online.

A fronte di un calo delle inserzioni pubblicitarie, le società sono costrette a rivedere le strategie per raggiungere i consumatori, passando dai tradizionali spot da 30 secondi alle campagne di marketing mirate sul web, di cui si parla da anni.

La pubblicità online negli Usa - un mercato da 23,4 miliardi di dollari nel 2008 - è calato del 5% nel primo trimestre di quest'anno. Secondo Iger e altri dirigenti, il settore potrebbe non tornare alla crescita registrata prima della recessione.

Jonathan Miller, a capo del Digital Media Group di News Corp, ritiene che la pubblicità stia attraversando "cambiamenti fondamentali, e occorre affrontarli fuori dagli effetti della recessione".

Individuando i consumatori attraverso i loro social network, i loro profili, "si impara molto delle persone e si possono identificare", ha aggiunto Miller.

L'opinione diffusa tra i dirigenti media è che la tecnologia consenta di creare profili più dettagliati dei consumatori - che possono essere venduti o impiegati nelle proprie campagne pubblicitarie.   Continua...

 
<p>Una donna al pc. REUTERS/Catherine Benson CRB</p>