20 luglio 2009 / 09:22 / 8 anni fa

Falun Gong punta a finanziamenti Usa per combattere censura Web

<p>Alcuni seguaci del Falun Gong meditano in piazza ad Hong Kong. REUTERS/Tyrone Siu (CHINA POLITICS ANNIVERSARY)</p>

PECHINO (Reuters) - A dieci anni dall‘inizio della repressione del governo cinese che l‘ha reso un movimento clandestino, il Falun Gong sta cercando di ottenere fondi governativi dagli Usa per sconfiggere la censura del gigante asiatico.

Per permettere ai suoi membri di mantenersi in contatto, il gruppo spirituale ha messo in campo un sofisticato sistema per aggirare la censura, talmente esteso da poter essere usato anche dai manifestanti iraniani per aggirare i controlli del regime a giugno.

Fuorilegge in patria, negli ultimi dieci anni il Falun Gong si è diffuso molto all‘estero, dove ha assunto connotazioni più marcatamente politiche contro il Partito Comunista cinese, che teme ancora le sue capacità organizzative.

Perno della strategia, spiega Zhou Shiyu, portavoce del gruppo e professore alla Rutgers University in New Jersey, è il Global Internet Freedom Consortium (Gifc), composto da una cinquantina di ingegneri informatici e praticanti del Falun Gong.

“Abbiamo iniziato per fermare la persecuzione, ma abbiamo aiutato le persone nelle società libere, e di questo siamo molto orgogliosi”, dice Zhou.

Nel 2008, il consorzio non si è aggiudicato neanche una fetta dei 15 milioni di dollari stanziati dal Congresso Usa per finanziare progetti contro la censura informatica, in parte anche per la carattere anti-cinese del gruppo.

Forse anche per non alimentare questa immagine, la sezione “about us” del sito del Gifc non menziona il Falun Gong, più conosciuto per le manifestazioni che organizza a New York e Hong Kong che per il suo expertise informatico.

“L‘allocazione dei finanziamenti del Congresso è una questione in cui c‘entra molto la politica”, spiega Rebecca MacKinnon, che insegna giornalismo all‘Università di Hong Kong.

Molti studenti e giovani abili con il pc bypassano i controlli informatici del regime usando network virtuali privati. Il Gifc invece vorrebbe permettere anche ai meno capaci di aggirare i controlli cinesi, rendendoli quindi inefficaci. “Il nostro obiettivo non è l‘utente di nicchia. Vogliamo renderlo diffuso e determinante, vogliamo abbattere il muro”, spiega Zhou.

La Cina cominciò ad arrestare membri di spicco del Falun Gong il 20 luglio 1999. Due giorni dopo, lanciò un‘operazione di propaganda bollando la pratica come un “culto”.

Qualcuno lo pratica ancora in segreto, anche se molti sono in carcere o perseguitati. Il gruppo stima che più di 3.000 membri siano morti in carcere negli ultimi dieci anni.

Il Falun Gong ha iniziato ad impegnarsi nel Web alla fine del 1999, qualche mese dopo l‘inizio della repressione.

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