Cina proibisce elettroshock come terapia per dipendenza da Web

martedì 14 luglio 2009 12:18
 

PECHINO (Reuters) - La Cina ha proibito l'elettroshock come terapia per la dipendenza da Internet, parlando di incertezza in merito alla sicurezza e all'efficacia di questa pratica dopo le critiche ricevute dai media locali.

L'annuncio del ministero della Salute fa seguito a recenti notizie su un controverso psichiatra di Linyi, nella provincia di Shandong, che ha somministrato scariche elettriche a quasi 3.000 adolescenti nel tentativo di liberarli dalla loro dipendenza da Internet.

Il governo cinese ha condotto per oltre un anno una campagna contro la dipendenza dalla rete, sostenendo che i giovani passano troppo tempo negli Internet caffé, e che ciò si ripercuote sullo studio e sui rapporti con la famiglia.

"La terapia con l'elettroshock per la dipendenza da Internet ... non ha fondamenti medici e quindi non è appropriata all'applicazione clinica", recita la nota pubblicata sul sito web del ministero (www.moh.gov.cn).

Il paese più popoloso del mondo ha anche la più grande popolazione di internauti, con quasi 300 milioni di utenti alla fine dell'anno scorso, secondo il China Internet Network Information Centre.

Anche i problemi causati dall'eccessivo utilizzo di Internet sono in crescita, soprattutto tra i giovani cinesi che cercano un'evasione delle elevate aspettative dei genitori. In Cina esistono oltre 200 organizzazioni che offrono una cura per la dipendenza da Internet.

L'ideatore della "terapia ad impatto elettrico" è il dottor Yang Yongxin, noto anche come "zio Yang", che gestisce il Centro per la Cura della Dipendenza da Internet all'ospedale psichiatrico di Linyi, secondo quanto riportato dal quotidiano "Gioventù della Cina".

I pazienti vengono curati con psicofarmaci ed elettroshock, e la permanenza costa l'equivalente di 805 dollari al mese.

Sottoposti ad un severo regime di tipo militare e accompagnati dai genitori, i giovani pazienti non possono avere nessun contatto con l'esterno.

Molti di loro vengono ricoverati con la forza, ha scritto il giornale, aggiungendo che né Yang né i suoi sei colleghi sono psicoterapeuti qualificati.

 
<p>Immagine d'archivio. REUTERS/Jason Lee (CHINA SCI TECH SOCIETY)</p>