9 luglio 2009 / 07:42 / 8 anni fa

Nuovi cyber attacchi. Seoul incolpa Pyongyang

<p>Una donna sudcoreana davanti a un laptop. REUTERS/Kim Kyung-Hoon</p>

di Jack Kim

SEOUL (Reuters) - Una nuova ondata di cyber attacchi ha colpito oggi altri siti web di Usa e Corea del Sud, rallentandone il funzionamento.

Lo ha riferito un‘azienda di web security, mentre i servizi segreti della Corea del Sud hanno reso noto che gli attacchi potrebbero essere riconducibili a Pyongyang.

L‘impatto di questi cyber attacchi, rivolti a dozzine di siti tra cui quello della Casa Bianca e quello dell‘ufficio presidenziale di Seoul, è stato definito, dagli esperti,trascurabile, ma è servito per riportare alla mente i progetti di guerra telematica della Corea del Nord.

“L‘attacco che avevamo previsto è avvenuto, ma erano state prese contro-misure significative che sono servite in parte come difesa”, ha detto un funzionario della azienda per la sicurezza online Ahnlab.

Sono stati colpiti anche alcuni siti web del governo, tra cui quello del ministero della Difesa e quello del servizio nazionale di Intelligence; inoltre è stato disabilitato l‘accesso dalla Corea del Sud ad alcuni siti del governo Usa, tra cui quello dei dipartimenti di Stato e della Difesa.

I siti internet di alcune banche sudcoreane hanno visto un incremento delle richieste d‘accesso dovuto ad un virus, ma un funzionario bancario ha spiegato che sono stati lanciati programmi per risolvere il sovraccarico e ripristinare il servizio nel giro di un‘ora.

Se dovesse essere confermata la responsabilità nordocoreana, questo acuirebbe ulteriormente la tensione, già alta, dopo i test nucleari nordcoreani di maggio, la raffica di nuovi test di missili balistici di luglio e le ripetute provocazioni nei confronti di Seoul e Washington sui media nazionali della Corea del Nord.

Alcuni analisti, però, hanno sollevato delle perplessità su un eventuale coinvolgimento di Pyongyang, sostenendo piuttosto che questi attacchi potrebbero ricondursi a qualche spia industriale o a qualche ragazzata.

Un esperto di Internet ha detto -- secondo quanto riportato da un quotidiano sudcoreano -- che tracciando il percorso di diffusione del software maligno è emerso che è stato originato da un indirizzi Ip con sede negli Usa.

I cyber attacchi saranno probabilmente visti dalla leadership nordcoreana come una vittoria per Kim Jong-il -- anche se risultasse che Pyongyang non ne è responsabile -- perché costituiscono una nuova minaccia ai tradizionali nemici del Paese.

I siti web bersagliati dagli attacchi sono stati intasati con un numero infinito di richieste d‘accesso, provocate da un virus penetrato nei personal computer.

Questo ha ovviamente causato un sovraccarico, impedendo di fatto al server di questi siti di gestire il traffico web.

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