Mobilitazione online anti-premier acquista pagina su Repubblica

martedì 7 luglio 2009 21:20
 

MILANO (Reuters) - Una mobilitazione attraverso uno dei nuovi media, Internet, per acquistare uno spazio su uno dei media tradizionali, la carta stampata, come forma di protesta. E' quanto avverrà domani sul quotidiano "La Repubblica", dove comparirà una pagina a pagamento acquistata da un folto gruppo di "inserzionisti" raccolti col passaparola online.

Obbiettivo: contestare le dichiarazione del premier Silvio Berlusconi, che all'incontro dello scorso 13 giugno con i giovani industriali, lamentando il disfattismo dell'opposizione e di alcuni mezzi d'informazione, aveva invitato gli imprenditori a "non dare pubblicità a chi si comporta cosi".

"E' la prima volta che un movimento nato dal basso sul web si concretizza con l'acquisto di una pagina stampata", dice a Reuters Geronimo Emili, 38 anni consulente di comunicazione, promotore dell'iniziativa, dando notizia della pubblicazione domani sul quotidiano tra i più critici nei confronti del capo del governo della pagina acquistata con una sottoscrizione.

"La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure", dice l'articolo 21 della Costituzione Italiana citato nel testo della pagina che sarà domani sul quotidiano, pubblicato su un blog dedicato (here), che ha fatto seguito al lancio dell'iniziativa sul sito di social network Facebook.

"Riteniamo inaccettabile questa forma di pressione: è un comportamento che richiama forme di governo tipicamente non democratiche", si legge nel testo, pubblicato anche in inglese, francese, tedesco, russo e giapponese, rivolgendosi direttamente ai leader presenti al G8 in corso all'Aquila.

"L'idea mi è venuta perchè volevo vedere come la gente reagiva ad una specie di diktat. Non c'è un'attività politica né tessere", dice Emili. Che non ha voluto indicare l'ammontare della somma raccolta, sottolineando però come i 500 sottoscrittori, con versamenti ciascuno da uno a 200-300 euro, alcuni chiedendo l'anonimato, siano eterogenei per età ed estrazione sociale, uniti dall'indignazione "quando si tocca la Costituzione italiana".