Cina, restrizioni a Internet dopo gli scontri nello Xinjiang

lunedì 6 luglio 2009 12:18
 

SHANGHAI (Reuters) - Il governo cinese ha bloccato oggi l'accesso a Internet nella capitale dello Xinjiang, regione nel nord-ovest del paese, per cercare di impedire la diffusione di informazioni sui disordini etnici nei quali hanno perso la vita 140 persone.

Il governo ha attribuito la responsabilità degli scontri scoppiati ieri a Urumqi -- che hanno fatto il più alto numero di morti da quando nel 1989 l'esercito intervenì a piazza Tiananmen per reprimere nel sangue le manifestazioni democratiche -- ai separatisti musulmani.

Gli abitanti della città, che è la capitale dello Xinjiang, hanno riferito di aver appreso che l'accesso ad Internet sarà bloccato per 48 ore.

"E' da ieri sera che non riesco a connettermi", ha spiegato a Reuters al telefono Han Zhenyu, proprietario di un negozio.

"Internet non funziona", ha raccontato un rivenditore di cellulari che ha fornito solo il suo cognome, Zhang.

Nemmeno i siti della città di Urumqi e dei governi regionali dello Xinjiang funzionano.

Il blocco imposto dal governo sembrerebbe però interessare anche altre zone: a Pechino e Shanghai gli utenti lamentano che Twitter, sito che offre un servizio di social networking, è bloccato.

 
<p>Un ragazzo cinese naviga sul Web. REUTERS/Stringer</p>