July 3, 2009 / 7:57 AM / 8 years ago

Venezia diventa città WiFi con caccia al tesoro digitale

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<p>Il logo dell'iniziativa digitale a Venezia. Reuters/Ho</p>

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - La ricerca dell'antico scettro orientale dai poteri misteriosi comincerà stasera, sotto la torre dell'Orologio di piazza San Marco. Ma indizi ed enigmi da risolvere tra ponti e calli della città arriveranno tutti su telefonini, palmari e laptop.

E' con una caccia al tesoro hi tech che oggi venerdì Venezia terrà a battesimo l'ambizioso progetto di trasformarsi in città digitale, mettendo a disposizione di tutti attraverso fibra ottica e wireless la banda larga per servizi innovativi. Gratis per i cittadini residenti, chi lavora e studia. A prezzo contenuto (5 euro al giorno) per chi arriva in visita per turismo.

"Grande diffusione di hot spot e diecimila chilometri di fibra ottica, collegando tutta la rete delle biblioteche... ci sono altri esempi in Europa di copertura (wireless gratuita) ma nessuno di queste dimensioni", dice a Reuters Michele Vianello, vicesindaco di Venezia, promotore della svolta WiFi della Serenissima.

Realizzato con un investimento di 10 milioni di euro dalle casse del Comune, dice il vicesindaco, il progetto punta ora ad attirare capitali privati, con un primo business plan già in corso. E la prospettiva di trasferire in rete risorse del welfare tradizionale. Visto che portare a tutti collegamenti tra 20 e 100 mega, spiega, vorrà dire poter usare la Rete per la telemedicina e la diagnostica. Oltre che per l'e-commerce e la tv via cavo, cosa che farà sparire dal centro storico le antenne.

"La velocità fa la differenza. Per le imprese che lavorano a Venezia sarà un vantaggio competitivo enorme. E potremo mettere in Rete parte dell'importante patrimonio culturale veneziano...cominciamo a raccontare la storia di un'altra Venezia", proclama il vice del sindaco filosofo Massimo Cacciari.

Gioco Hi Tech Made in Italy Pronto All'export

Non meno innovativa la caccia al tesoro WiFi, frutto di un originale progetto che intende sviluppare le potenzialità del gioco in ambiti diversi, dal turismo alla didattica.

"Gioco come mezzo e non come fine, per ripensare esperienze, come quella del conoscere e viaggiare. Abbiamo fatto qualche centinaio di test prima di metterlo a punto", dice a Reuters Tomas Barazza, giovane managing director di LOG607, azienda fondata assieme a Fabio Salvadori, ideatrice del gioco "Whaiwhai" (), che il mese scorso ha ricevuto dal presidente Giorgio Napolitano il “Premio Nazionale per l’Innovazione nei Servizi per il settore turismo, di Confcommercio.

Su una trama ideata dallo scrittore Alberto Toso Fei, il gioco propone di inseguire il misterioso scettro scoprendo angoli di Venezia trascurati dai tradizionali circuiti turistici. La soluzione di una serie di enigmi consente via via di ottenere prezioso codici con un sms, per riordinare le tracce contenute in un libro quaderno. Che nel gioco di oggi invece non sarà necessario, visto che tutti i testi saranno disponibili su telefonini o laptop grazie al WiFi.

Ci sono già versioni di "Whaiwhai" che consentono di giocare a Roma, Firenze e Verona, l'idea è di esportarlo presto da Londra a Parigi, da Pechino a New York. Ma "Whaiwhai" è un formato che si presta anche ad altre applicazioni, per eventi e luoghi particolari, dice Barazza.

"A Milano stiamo studiando una versione che colleghi luoghi legati ad eventi sportivi. Mentre il British Museum ci ha chiesto un progetto per sviluppare il gioco all'interno del museo, come pensiamo di fare anche ai Fori Imperiali a Roma".

"Whaiwhai" propone un meccanismo di gioco semplice basato su una tecnologia complessa, un software in grado di accertare la presenza su un luogo, calcolare i percorsi effettuati e funzionare autonomamente consentendo di giocare 24 ore su 24. Una tecnologia che sarà sempre più avanzata, dice Barazza, e che da settembre proporrà una versione digitale del libro, interamente fruibile su iPhone.

Controllata con una quota di maggioranza da Marsilio (Rcs), LOG607 è nata nel 2007 all'interno di H-Farm (www.h- farmventures.com>/), piattaforma inedita fondata da Riccardo Donadon, che ridefininendo i ruoli di incubatori e venture capital conta oggi 17 start up, con sedi a Ca' Tron (Treviso), Seattle negli Usa e Mumbai in India.

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