Il cybercrimine dilaga anche su Facebook

martedì 30 giugno 2009 09:47
 

BOSTON (Reuters) - Il cybercrimine si sta rapidamente espandendo anche su Facebook. Le frodi, infatti, stanno coinvolgendo anche il famoso social network, che per i suoi utenti era una sorta di paradiso incontaminato.

Lisa Severens, una manager di Worcester, in Massachussets, l'ha imparato a sue spese. Un virus si è impadronito del suo laptop e ha cominciato ad inviare foto pornografiche ai suoi colleghi.

"E' stato mortificante avere a che fare con questo problema al lavoro", ha detto Severens, il cui datore di lavoro ha dovuto sostituire il computer, non essendo stato possibile rimuovere il virus.

I crimini informatici, che costano alle aziende e ai cittadini Usa miliardi di dollari l'anno, stanno rapidamente dilagando su Facebook, colpendo gli utenti più ingenui e mostrando il lato negativo di questo social network, secondo quanto riferiscono gli esperti di sicurezza.

Mentre due anni fa la palma di obiettivo preferito dei cybercriminali se l'era aggiudicata My Space della New Corp, gli esperti sostengono che ora gli hacker si sono lanciati su Facebook che, al momento, conta 200 milioni di utenti, rispetto ai 120 milioni dello scorso dicembre.

"Facebook è il social network del momento. E gli hacker attaccano dove c'è più gente. Sempre", ha detto Mary Landesman, ricercatore della società di Web security ScanSafe.

Gli hacker entrano nelle pagine degli utenti richiedendo loro l'amicizia, inviando poi ai malcapitati spam che li reindirizzano verso siti che diffondono virus e si impossessano dei dati personali.

Facebook gestisce la sicurezza dal suo quartier generale di Palo Alto, in California, setacciando molti degli spam che vengono inviati ai proprio utenti. Questo dovrebbe garantire un alto livello di sicurezza per coloro che navigano, ma i criminali continuano a provare incessantemente e alcuni riescono ad aggirare il pur valido filtro di Facebook.

L'aumento del numero degli attacchi segue l'aumento del numero degli utenti del social network. Il portavoce dell'azienda, Simon Axten, ha precisato però che, con l'aumento del numero degli iscritti, la percentuale di attacchi riusciti è rimasta comunque la stessa, rimanendo sotto l'1% negli ultimi cinque anni.

I dati dell'Fbi, fa sapere Axten, mostrano che gli attacchi riusciti nei confronti di pc di uso domestico, invece, sono stati, nel 2005, pari al 3%.

 
<p>Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. REUTERS/Pascal Lauener</p>