Cina, contestato filtro web alla prova del "bazar digitale"

lunedì 29 giugno 2009 11:22
 

PECHINO (Reuters) - In Cina l'ultimo metodo di controllo di Internet è stato attaccato dai difensori dei diritti civili e da Washington, ma la vera sfida per il progetto "Green Dam" sarà quella del particolare mercato nazionale dei computer, un anarchico bazar digitale.

A partire da mercoledì prossimo, il governo ha ordinato che i personal computer venduti in Cina debbano uscire dalla fabbrica con il filtro software Green Dam, mirato a bloccare immagini oscene e, dicono i critici, a funzionare come deterrente per il dissenso politico.

Questi sistemi sembrano abbastanza semplici per uno Stato a partito unico, e non è che l'ultima iniziativa del partito comunista per controllare Internet, che ha circa 300 milioni di utenti in Cina, secondo il China Internet Network Information Center.

Ma una passeggiata nel distretto di Zhongguancun a nordovest di Pechino, cuore del mercato digitale nazionale, fa capire che gli ostacoli a questo tipo di controlli saranno numerosi come negozi e chioschi che vendono computer, software e pornografia.

Rispetto al clamore suscitato a livello nazionale e internazionale da Green Dam, molti negozianti qui che venderanno computer dotati del sistema si sono dimostrati distratti o rassegnati.

"Cos'è Green Dam?", dice Wu Baobao, una ventenne che vende laptop Dell nel centro commerciale di Hailong.

"Quando compri un computer dal primo luglio verrà con il software", aggiunge dopo aver chiesto informazioni ad un collega. "Ma non preoccuparti ... sarà facile".

"Il progetto Green Dam è una grave violazione alle leggi di mercato. I governi non dovrebbero imporre un tipo particolare di marchio o software", dice invece Mao Shoulong, professore di strategie pubbliche alla Renmin University, proprio alla fine della strada di Zhongguancun.

"Ma in pratica l'impatto sarà limitato. E' un software facoltativo e non si può controllare facilmente un settore di vendita così frammentato. le grandi aziende seguiranno gli ordini ma chi può imporli a migliaia di piccole?".

 
<p>Ragazzi cinesi al computer. REUTERS</p>