Hi tech, Giordania prepara piano per imprenditori-ragazzi

giovedì 25 giugno 2009 15:06
 

di Roberto Bonzio

MILANO (Reuters) - L'innovazione come chiave di sviluppo per le imprese sta dando frutti eccellenti nei Paesi più avanzati del Medio Oriente. Al punto che la Giordania, prevede per il 2010 un piano specifico per l'imprenditoria femminile, per l'anno successivo un progetto più ambizioso: educare allo spirito d'impresa i ragazzi in età scolare. Lo ha annunciato a Milano il dirigente di un centro di sviluppo imprenditoriale giordano.

"Nel 2010 nella nostra strategia c'è (la promozione del) l'imprenditoria femminile. E nel 2011 (punteremo sull)'imprenditoria per ragazzi, per aprire loro gli occhi, educarli a come si apre un'impresa, (visto che) la prossima generazione sarà più imprenditoriale", ha detto Mohamed Khawaja, direttore del Queen Rania Centre for Entrepreneurship, intervenuto ieri a Milano al seminario "Osservatorio sui Media del Mediterraneo", organizzato da Promos, azienda speciale per l'internazionalizzazione della Camera di Commercio di Milano, assieme a Regione Lombardia, Creative Commons e Meet the Media Guru.

Ricerca e innovazione nel campo della tecnologia, in particolare investimenti per business di questo settore, sono i campi d'intervento del Queen Rania centre for Entrepreneurship (www.qrce.org/), dedicato alla regina di Giordania, particolarmente impegnata nel campo della promozione sociale e del confronto culturale (anche attraverso uno straordinario canale YouTube, www.youtube.com/queenrania). Focalizzato su ricerca ed innovazione, in particolare per gli investimenti business basati su nuove tecnologie, il centro e' aperto alla collaborazione con imprenditori di tutte le parti del mondo, col suo Global Business Opportunity Program, attraverso joint venture e cooperazioni anche virtuali con imprenditori locali.

FRANCHISING OPPORTUNITA' INNOVATIVA ANCHE PER AZIENDE ITALIANE

"La diversificazione dei componenti di un'azienda è un grande valore aggiunto. Potrebbe essere un modo di sostenere imprenditori italiani", dice Khawaja. Sottolineando come una partnership con la Camera di Commercio di Milano potrebbe avviare questa collaborazione in campi in cui il centro giordano si sente all'avanguardia. A cominciare dalla formazione, ispirata al principio dell'"Innovazione Sistematica".

Nel caso dell'Italia, dice, con la possibilità di aumentare la competitività di piccole e medie imprese con programmi specifici, che ne favoriscano innovazione e reperimento di risorse e consulenze tecnologiche. Per estendere i vantaggi competitivi di settori tipici del made in Italy, quali moda e alimentare, dice il manager giordano, una formula efficace è quella del franchising. Momento giusto per farlo, a suo parere, mentre diversi capitali che vengono disinvestiti da settori come l'immobiliare e chiedono di poter diventare redditizi da subito altrove. Caso di successo esemplare, aggiunge, una società giordana, Keenwash, che grazie ad un innovativo sistema di pulizia delle auto senza acqua ma con sostanze chimiche non inquinanti, in meno di un anno si e' estesa in franchising nei Paesi arabi e ora anche negli Usa.

"Credo che la chiave sia educare gli imprenditori al franchising... credo che ogni trend italiano avrebbe successo, potreste eccellere in tutto il mercato", osserva ancora. Intanto la strategia seguita in Giordania nell'innovazione imprenditoriale si sta estendendo al business sociale, (aziende ecocompatibili come Keenwash o altre che usano l'innovazione nell'educazione o a scopi d'interesse sociale, come la produzione di lenti per occhiali al costo di un solo dollaro). In vista di favorire con l'innovazione le imprese al femminile. E presto anche quelle nate dalla creatività dei ragazzi.

 
<p>Rania, regina di Giordania, alla recente inaugurazione del Queen Rania Teacher Academy al Columbia University Global Center di Amman. REUTERS/Muhammad Hamed</p>