Internet, 8% ammette di scaricare video illegalmente

venerdì 19 giugno 2009 17:31
 

LONDRA (Reuters) - L'8% dei consumatori di Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti ha ammesso di scaricare illegalmente video da Internet. Lo rivela oggi un'indagine condotta da Futuresource Consulting.

I due terzi degli intervistati in Gran Bretagna guardano spesso trasmissioni televisive, video e film da laptop e Pc, e il dato è simile per i consumatori statunitensi.

Tra questi, circa il 15% scarica i contenuti in modo illegale, riferisce l'indagine.

"Questa diffusione di contenuti disponibili in modo illecito rappresenta il principale ostacolo allo sviluppo di servizi online a pagamento, continuando a comprometterne la redditività, nonostante i tentativi di governi e autorità del settore per rendere più severi i controlli", si legge nello studio pubblicato oggi.

La maggior parte delle società di media sta cercando di persuadere i consumatori a pagare per scaricare video, musica o notizie dal web, dato che i tentativi di finanziare i contenuti con i ricavi derivanti dalla pubblicità stanno riscuotendo scarso successo.

I governi di tutto il mondo stanno cercando di aiutare le società a combattere la pirateria. Per ora a subire i danni più gravi è stato il settore della musica, che deve ancora riprendersi dal declino delle vendite dei Cd.

Negli Stati Uniti, una donna ha ricevuto una multa di quasi 2 milioni di dollari questa settimana per aver scaricato canzoni in modo illegale da internet.

La Camera Bassa del Parlamento francese ha approvato la settimana scorsa una legge che permette alle autorità di seguire i download illegali sulla rete e di tagliare la connessione a chi disattende ripetutamente le regole.

E il governo britannico ha proposto questa settimana una serie di misure volte a punire chi scarica contenuti illegalmente, che comprendono rallentamento e interruzione della connessione al web.

Ma queste misure sono molto controverse, dal momento che l'accesso a internet viene percepito sempre di più come qualcosa di simile ad un diritto umano da coloro che ne dispongono.

 
<p>Gente in un Internet Caf&egrave;. REUTERS/Simon Zo</p>