Azienda Usa accusa la Cina per software antiporno rubato

domenica 14 giugno 2009 12:33
 

LOS ANGELES (Reuters) - Un'azienda californiana di software cercherà con un'ingiunzione di ottenere il divieto di vendita da parte di società americane di computer di un software cinese antipornografia sostenendo che è stato rubato. Lo ha detto ieri il presidente dell'azienda.

Solid Oak Software ha detto di aver rinvenuto parti del suo software filtro di Internet CyberSitter nel programma cinese, compreso una lista di parole da bloccare ed istruzioni sull'aggiornamento del software.

Brian Milburn, presidente della società con sede a Santa Barbara, ha detto che sta studiando le opzioni legali ma che cercherà di bloccare con un'ingiunzione ulteriori vendite in Cina di computer che usino il software sospettato di essere rubato.

"La vedo così: se vendessimo iPod alla Cina e la Cina dicesse: 'Vogliamo tutte queste canzoni piratate negli iPod che ci vendete', non pensate che qualcuno dovrebbe allarmarsi per questo?", ha affermato Milburn.

"E' la stessa cosa. Loro ci stanno rubando materiale protetto da diritti di proprietà, ce lo mandano negli Usa dicendoci che lo vogliono (installato) in tutti i computer che mandiamo loro", afferma Milburn. "Non è che perché siamo una piccola azienda il furto di CyberSitter è meno grave".

La società cinese che produce il filtro software, Jinhui Computer System Engineering, ha negato di aver rubato alcunché parlando al Wall Street Journal, che per primo ha scritto della vicenda. "E' impossibile", ha detto al quotidiano il fondatore di Jinhui, Bryan Zhang.

Il governo cinese ha richiesto che tutti i nuovi computer prodotti o venduti dopo il primo luglio abbiano il software "Green Dam", per proteggere i bambini dalla pornografia. Green Dam filtra parole e immagini come indirizzi web.

Critici sostengono che la mossa della Cina sollevi problemi sulla sicurezza informatica e la libertà di Internet. Gli analisti affermano che l'iniziativa ha anche provocato preoccupazioni tra i produttori Usa di pc, tra cui Dell e Hewlett-Packard Corp, che temono di attirarsi critiche in Occidente se si adegueranno a questa disposizione.

 
<p>Clienti di un internet cafe in Cina. REUTERS/Stringer</p>