Cina, sfida al filtro a Internet in nome dei diritti civili

giovedì 11 giugno 2009 14:05
 

PECHINO (Reuters) - Un avvocato cinese ha chiesto un'audizione pubblica per riconsiderare una richiesta del governo di dotare tutti i nuovi personal computer di un software che filtri Internet, alimentando una polemica su un progetto che molti critici ritengono sia inefficace e intrusivo.

Li Fangping, avvocato di un'associazione per i diritti umani a Pechino, che ha spesso patrocinato cause controverse, ha chiesto al ministero dell'Industria e della tecnologia informatica di consentire audizioni sulla "legittimità e ragionevolezza" della richiesta, che sarà in vigore dal primo luglio e resa pubblica solo questa settimana.

"Questo atto amministrativo manca di fondamenti legali", ha scritto Li nella sua richiesta al ministero, inviata oggi ai giornalisti via email.

"Prevedere che lo stesso software debba essere installato su tutti i computer mina il diritto dei cittadini di scegliere".

La richiesta di Li e le denunce fatte contro il progetto da parte di gruppi cinesi per i diritti civili, hanno esteso la battaglia pubblica sul filtro software "Green Dam", malgrado lo sforzo dei media di Stato di presentare il software come una gradita maniera per evitare che i bambini siano esposti alla pornografia.

Molti cittadini temono che questo software ed altre misure siano imposte come deterrente a discussioni su delicati temi politici, specie in quest'anno di anniversari controversi, ha detto Li a Reuters.

 
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