Hacker britannico che attaccò Usa lotta contro estradizione

martedì 9 giugno 2009 15:12
 

Di Peter Griffiths

LONDRA (Reuters) - Un esperto di computer britannico, che gli Usa vogliono estradare per il "più grande attacco informatico militare di tutti i tempi", sta facendo un ultimo tentativo per evitare di essere processato negli Stati Uniti.

Gli avvocati di Gary McKinnon, 43 anni, proveranno ad addurre, di fronte alla Corte Suprema di Londra, motivi di salute, per cui McKinnon non può essere trasferito negli Usa. L'imputato, infatti, soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo.

Il collegio difensivo dichiarerà che c'è il rischio di malattia mentale o addirittura di un suicidio, qualora l'uomo fosse estradato, secondo quanto riporta la Press Association.

I pubblici ministeri americani accusano McKinnon di aver causato 700 mila dollari di danni all'intero sistema computeristico dell'esercito Usa, avendo spento di fatto i più di 2.000 computer che lo compongono, per 24 ore.

Al tempo della sua imputazione Paul NcNulty, procuratore generale del distretto Est della Virginia, aveva dichiarato: "McKinnon è accusato del più grande attacco informatico militare di tutti i tempi".

McKinnon, per tutta risposta, disse che stava cercando forme di vita aliena quando entrò ripetutamente nel sistema del Pentagono e della Nasa dal suo computer di casa, a Londra, nel 2001 e nel 2002.

L'udienza dovrebbe terminare domani, ma la decisione dei giudici non dovrebbe arrivare prima di alcune settimane, secondo quello che ha detto a Reuters l'avvocato di McKinnon, Karen Todner. L'uomo vuole essere giudicato a Londra, dal momento che negli Usa potrebbe subire una condanna fino a 70 anni di carcere.