Telefonica-Telecom Italia poco interessate a divorzio

giovedì 4 giugno 2009 17:15
 

di Elisabeth O'Leary e Stefano Rebaudo

MADRID/MILANO (Reuters) - Telefonica e Telecom Italia potrebbero restare insieme, almeno per il momento, nonostante i problemi del gruppo italiano in Sudamerica e le perdite potenziali dei diversi azionisti a causa del ribasso del titolo.

I dirigenti della società spagnola hanno le bocche cucite. Ma, nel lungo termine, una posizione di forza in Italia può pagare, se e quando partirà un processo di consolidamento del settore in Europa.

Telecom Italia, che ha una capitalizzazione di mercato di circa 17 miliardi di euro e vale grosso modo un quarto del partner spagnolo, con Telefonica ha stabilizzato la struttura azionaria, anche se sullo sfondo restano le attese di cambiamenti in Telco.

Telco, che detiene il 24,5% di Telecom Italia, è partecipata al 42,3% da Telefonica, al 28% da Generali, con quote del 10,6% di Mediobanca e Intesa Sanpaolo, 8,4% di Sintonia della famiglia Benetton.

Telefonica, che detiene una quota indiretta di Telecom Italia di circa il 10%, con l'alleanza, rafforza la sua presenza in Europa e in America Latina.

"La quota che ha acquistato Telefonica, secondo me, ha caratteristiche difensive: impedisce ai concorrenti statunitensi di avere una piattaforma da cui monitorare i mercati brasiliano ed europeo", dice Chris Alliott, analista di Rbs, ricordando che Telefonica è entrata nell'azionariato alla fine di un processo di vendita che aveva visto interessata anche AT&T a fianco del messicano Carlos Slim.

Gli analisti sottolineano che in questo modo il gruppo spagnolo si trova ad avere una posizione privilegiata in caso di vendita di asset del gruppo italiano.

L'alleanza "non è redditizia come si pensava all'inizio, ma Telefonica ha quello che voleva. Questo significa che sono in grado di affrontare qualunque tempesta politica", dice Michael Kovacocy, analista di Daiwa.   Continua...