4 giugno 2009 / 15:22 / 8 anni fa

Telefonica-Telecom Italia poco interessate a divorzio

di Elisabeth O'Leary e Stefano Rebaudo

MADRID/MILANO (Reuters) - Telefonica e Telecom Italia potrebbero restare insieme, almeno per il momento, nonostante i problemi del gruppo italiano in Sudamerica e le perdite potenziali dei diversi azionisti a causa del ribasso del titolo.

I dirigenti della società spagnola hanno le bocche cucite. Ma, nel lungo termine, una posizione di forza in Italia può pagare, se e quando partirà un processo di consolidamento del settore in Europa.

Telecom Italia, che ha una capitalizzazione di mercato di circa 17 miliardi di euro e vale grosso modo un quarto del partner spagnolo, con Telefonica ha stabilizzato la struttura azionaria, anche se sullo sfondo restano le attese di cambiamenti in Telco.

Telco, che detiene il 24,5% di Telecom Italia, è partecipata al 42,3% da Telefonica, al 28% da Generali, con quote del 10,6% di Mediobanca e Intesa Sanpaolo, 8,4% di Sintonia della famiglia Benetton.

Telefonica, che detiene una quota indiretta di Telecom Italia di circa il 10%, con l'alleanza, rafforza la sua presenza in Europa e in America Latina.

"La quota che ha acquistato Telefonica, secondo me, ha caratteristiche difensive: impedisce ai concorrenti statunitensi di avere una piattaforma da cui monitorare i mercati brasiliano ed europeo", dice Chris Alliott, analista di Rbs, ricordando che Telefonica è entrata nell'azionariato alla fine di un processo di vendita che aveva visto interessata anche AT&T a fianco del messicano Carlos Slim.

Gli analisti sottolineano che in questo modo il gruppo spagnolo si trova ad avere una posizione privilegiata in caso di vendita di asset del gruppo italiano.

L'alleanza "non è redditizia come si pensava all'inizio, ma Telefonica ha quello che voleva. Questo significa che sono in grado di affrontare qualunque tempesta politica", dice Michael Kovacocy, analista di Daiwa.

Ridiscutere il patto significherebbe mettere a rischio la stabilità dell'azionariato di Telecom Italia, ma finora i benefici dal punto di vista operativo sono contenuti e l'alleanza sta creando problemi in Sudamerica.

L'autorità antitrust argentina ha tolto i "diritti politici" ai consiglieri di Telecom Argentina, espressione di Telecom Italia, mentre l'autorità di borsa brasiliana ha chiesto a Telco di lanciare un'Opa sulle minorities di Tim Participacoes TCSL4.SA.

"C'e sempre la possibilita di condividere le best practices e provare a raggiungere guadagni in termini di efficienza", dice Alliott, aggiungendo che, allo stato attuale, l'alleanza non ha portato svantaggi concreti.

ATTESE ANCORA NOVITA' IN TELCO

In Italia restano le attese di cambiamento in vista della scadenza di fine ottobre 2009, entro la quale gli azionisti che vogliono uscire da Telco devono comunicare la volonta di ricorrere alla scissione prevista dal patto di sindacato.

"Telefonica probabilmente pensava che in tre anni (i due partner) avrebbero fatto qualcosa insieme, come una fusione o qualcosa in America Latina", dice una fonte finanziaria. "Nessuno si aspettava sorgessero certi problemi con le autorita in America Latina", aggiunge.

Resta inoltre possibile l'uscita della famiglia Benetton, che ha detto in diverse occasioni di non essere interessata all'investimento nelle telecomunicazioni. Ma, anche in questo caso, il basso livello del prezzo del titolo, è un elemento che ostacola l'operazione.

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