Susan Boyle star di Internet stupisce ancora cantando "Memory"

lunedì 25 maggio 2009 08:59
 

LONDRA (Reuters) - Susan Boyle, la cantante scozzese che malgrado un aspetto scialbo ha sbalordito il pubblico diventando una star mondiale su YouTube, ieri ha stupito ancora conquistando i voti al telefono dei telespettatori per la finale del programma tv "Britain's Got Talent".

Cantando "Memory" dal musical "Cats", la 48enne ha fornito un'altra straordinaria interpretazione.

"Sei una donna speciale, devo dirlo, davvero", ha detto Simon Cowell, uno dei tre giudici della giuria, dopo che la prestazione della Boyle aveva fatto scattare in piedi il pubblico.

Con un vestito purpureo, la Boyle è apparsa molto più curata ed elegante della sua prima apparizione allo spettacolo il mese scorso, quando il suo aspetto trasandato e i suoi modi non convenzionali avevano suscitato le risate del pubblico, convinto che non potesse cantare. Stavolta si è presentata in modo molto più curato."Quale pressione?", ha risposto alla domanda se si sentisse nervosa. "E' stato proprio bello stasera, mi sono proprio divertita ... sono molto felice di essere qui e grazie per il vostro sostegno".

La Boyle aveva lasciato i giudici a bocca aperta il mese scorso con la sua interpretazione di "I Dreamed a Dream" da "Les Miserables", diventata quasi all'istante un fenomeno su Internet, guardata più di 60 milioni di volte su YouTube.

Già ospite alla tv Usa di personaggi del calibro di Oprah Winfrey e Larry King, ha scherzato sul fatto di non essere mai stata baciata, è diventata un personaggio globale, con un'età e un aspetto così diverse da quelle delle moderne celebrità.

Dopo la prestazione di ieri, Cowell si è scusato con la Boyle, dicendo che era stata molto sottovalutata.

"Sai, mi voglio scusare per il modo in cui ti abbiamo trattato prima che cantassi la prima volta", ha detto. "Hai fatto sembrare me e tutti gli altri molto stupidi e sono molto felice per te, molto orgoglioso di te".

 
<p>Susan Boyle a Blackburn in West Lothian, Scozia. REUTERS/David Moir</p>